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L'unione sarda. «Sbv, nessuna emergenza»

Convegno sulla nuova malattia che colpisce le pecore

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Diciotto focolai confermati del virus Schmallenberg e ben 61 sospetti in Sardegna da metà novembre, quando è stato isolato il primo caso di Sbv in un allevamento di Tertenia. Cifre significative, ma non ancora da emergenza anche se cresce l'allarme tra i pastori che registrano la nascita di agnellini morti e deformi. Grazie soprattutto all'esperienza accumulata nel contrasto alla Blue tongue (Lingua blu), il nuovo agente patogeno isolato per la prima volta nel 2011 in Germania, è stato comunque rapidamente individuato.
IL CONVEGNO Il punto sulla situazione è stato fatto ieri a Nuoro in un simposio organizzato dall'Istituto zooprofilattico con gli esperti anche del Cesme di Teramo e delle Asl nuorese e ogliastrina. Il nuovo virus, che si trasmette attraverso la puntura di un moscerino del genere Culicoides , colpisce i ruminanti provocando febbre, calo di produzione, aborti e malformazione nei feti.
LE CIFRE I numeri ufficiali fornite dal Sistema informativo nazionale, dicono che al 19 dicembre in Sardegna le province più colpite con sei casi diagnosticati a testa sono quelle di Nuoro e Cagliari. Seguono l'Ogliastra (tre), Olbia (due) e Sassari (uno). Cifre che crescono considerando anche i casi sospetti, con Nuoro che registra quasi la metà dei focolai (29 su 61), seguita dalla provincia di Cagliari con 15, sei a Lanusei e Sassari e cinque a Oristano.
GLI ESPERTI «Non è emergenza, i dati sono ancora scarsi per capire l'incidenza», ha detto Ciriaco Ligios dello Zooprofilattico annunciando comunque che alcune case farmaceutiche stanno già lavorando ad un vaccino. «Una ventina di casi accertati non sono ancora allarmanti», afferma Daniela Mulas, presidente dell'Ordine dei veterinari di Nuoro: «Comunque gli accorgimenti che gli allevatori devono seguire sono gli stessi della Lingua blu, ma soprattutto è opportuna la segnalazione immediata all'Asl.
Fabio Ledda

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