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La nuova sardegna. Corre, l’auto si ribalta muore schiacciato

Tragedia sulla Cannigione-Arzachena, la vittima aveva 20 anni

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di Serena Lullia INVIATO AD ARZACHENA

La corsa della sua macchina si è fermata all’alba contro un muro di pietra. Cristian Crastus, di appena 20 anni, è morto schiacciato dalla Fiat Punto su cui viaggiava. Il ragazzo verso le 4 del mattino percorreva la provinciale, stretta e a due corsie, che dalla frazione balneare di Cannigione porta ad Arzachena. Una strada molto frequentata anche di notte dai giovani che si spostano tra i locali. Nella curva a pochi metri dal bivio per Baja Sardina, Cristian ha perso il controllo dell’auto. Appena un attimo di distrazione. La macchina impazzita è uscita fuori dalla carreggiata e ha pattinato sull’erba per alcuni metri. Impossibile fermare la corsa della Punto ormai ingovernabile. L’utilitaria è scivolata a tutta velocità fino a schiantarsi di fianco contro un muretto di pietra. Nell’impatto, violentissimo, Cristian Crastus, che non indossava le cinture di sicurezza, viene sbalzato fuori dall’abitacolo, qualche metro più avanti. La Punto, nello scontro contro il muro decolla e si ribalta su un fianco, come in una piroetta per poi ricadere sul giovane in una tragica carambola, uccidendolo sul colpo. La scena che si presenta ai vigili del fuoco di Arzachena, alla polizia stradale di Siniscola, ai carabinieri e ai volontari del 118, arrivati pochi minuti dopo, è agghiacciante. Sotto la Punto nera ribaltata c’è il corpo del ventenne. In giornata si aggiunge un altro particolare. La macchina su cui viaggiava Crastus risulta rubata. Il proprietario di Cannigione ha presentato denuncia di furto in mattinata ai carabinieri. Spetta agli uomini della stradale di Siniscola, guidati dall’ispettore Carmelo Derelitto, eseguire i rilievi e ricostruire la dinamica dell’incidente. Sull’asfalto non c’è nessun segno di frenata. Solo il solco della ruota anteriore della Punto sull’erba, scavato nel momento in cui il ragazzo ha perso il controllo dell’auto cercando di rientrare dalla curva. Poi il muro di pietra abbattuto. E la macchina ribaltata. Al momento sembra che il ragazzo fosse da solo a bordo della Punto. Per i poliziotti anche il difficile compito di avvisare i parenti della giovane vittima. Cristian Crastus viveva con la madre nel rione popolare Sant’Anna ad Arzachena. Il padre stava invece a Sant’Antioco. Cristian era cresciuto nella città gallurese, aveva frequentato le scuole elementari e anche le medie. Il suo percorso di studi si era poi interrotto. Qualche lavoretto saltuario, ma al momento era disoccupato. La madre, sentita a lungo dagli uomini della polizia stradale, ha raccontato che Cristian era uscito venerdì notte a bordo del suo motorino. Aveva la patente, ma non la macchina. La donna non riesce a capire come suo figlio possa essere finito alla guida della Punto nera. In poche ore la notizia della morte del giovane ventenne fa il giro della città. Al cimitero, dove viene portata la salma, cominciano ad arrivare gli amici di Cristian, cercano di fare coraggio ai familiari piegati dal dolore. Molti non se la sentono di vederlo per l’ultima volta e scelgono di dirgli addio su Facebook, con il linguaggio del social network. “Ciao Cri, R.i.p”, cioè riposa in pace. “Forse in paradiso hanno davvero bisogno di tanti angeli. Addio Cri”. E poi c’è la straziante promessa dalla ragazza. “Ti prometto che realizzerò i tuoi sogni, a qualunque costo”. Ogni amico ha un ricordo bellissimo da postare sulla sua bacheca. Ricordano la sua allegria contagiosa, il suo sorriso, la voglia di vivere di un ragazzo di 20 anni pieno di entusiasmo. Nel punto in cui Cristian Crastus ha perso la vita già in mattinata sono comparsi i primi mazzi di fiori. Una nuova croce si aggiunge alla Cannigione-Arzachena, una manciata di chilometri fra la frazione e il borgo centrale in cui hanno perso la vita negli ultimi anni quasi dieci persone.

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