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La nuova sardegna. Crollano le rapine, stabili gli omicidi

CARABINIERI»IL BILANCIO 2012

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di Valeria Gianoglio

NUORO Crollano le rapine, stabili gli omicidi, diminuisce, seppur in modo quasi impercettibile, il numero complessivo di reati registrati e aumenta, con grande soddisfazione di chi l’ha prodotta, la percentuale di quelli per i quali sono stati scoperti gli autori. Pullula di piccole e grandi novità, il bilancio 2012 dei carabinieri del comando provinciale di Nuoro, ma registra anche una solida certezza. Un grande classico, tra i reati della provincia, un binomio spesso indissolubile. Sono le “due A”, ovvero armi e abigeato, infatti, i reati che anche nel corso del 2012 gli stessi carabinieri del comando provinciale, guidati dal colonnello Vincenzo Bono, definiscono «sempre importanti», almeno dal punto di vista numerico e disegnano così un territorio provinciale dove i ladri di bestiame e i trafficanti di armi illegali sono davvero duri a morire più di mille altri generi di delinquenza. Nel corso dell’anno che si chiude in questi giorni, infatti, sono stati ben 114 i furti di bestiame registrati. Sono aumentati di un 1,8 per cento rispetto al 2011. Ma un dato non di meno rilievo è il fatto che sono sì, aumentati gli episodi, ma è diminuito il numero complessivo di capi di bestiame rubati. Nel 2012 sono stati “appena” 2680: l’anno scorso erano stati il 39 per cento in più. Restano sempre di rilievo, spiegano i militari del comando provinciale, «anche i reati relativi all’illecita detenzione di armi da fuoco». E anche in questo caso i numeri sono più eloquenti di mille parole. Sempre per restare al 2012, infatti, sono stati 151 i fucili e le pistole sequestrate dai carabinieri nel corso di posti di blocco, perquisizioni, controlli di vario genere nelle case, in auto, nelle campagne. Il Nuorese e l’Ogliastra, dunque, rimangono territori con una forte tradizione di utilizzo di armi e dediti spesso all’abigeato. Più confortanti, decisamente, rimangono i numeri legati a reati di maggior rilievo penale come rapine e omicidi. Questi ultimi, nel 2012 sono rimasti stabili rispetto ai dati dell’anno precedente, attestandosi su 4. Anche se ovviamente, trattandosi di reati così gravi, anche uno solo sarebbe già troppo. Il 2012, sul fronte dell’Arma, è stato indubbiamente segnato da uno di questi omicidi, in particolare: è quello del maresciallo olianese, Paolo Corbeddu, in servizio a Orune, travolto e ucciso dall’auto di un giovane del paese a un posto di blocco. La sua scomparsa ha comprensibilmente colpito tutta l’Arma ma anche le due comunità di Oliena e Orune, dove Corbeddu era benvoluto, stimato e rispettato anche per le sue grandi doti umane. L’autore di questo omicidio è stato arrestato ed è tutt’ora sotto inchiesta. Per quanto riguarda le rapine, invece, sono nel complesso diminuite di un 6,7 per cento rispetto al 2011. Ma all’interno di questo dato generale si registra il crollo verticale di quelle messe a segno ai danni dei negozi – meno 16 per cento – e degli anziani, che negli anni passati ha scosso molto le coscienze e creato grande allarme sociale. L’unico dato del capitolo rapine che registra un aumento è quello relativo ai colpi in banca: dai 3 episodi del 2011 si passa ai 7 del 2012. Mentre sono aumentati, seppur di una percentuale davvero piccola, quasi impercettebile, dello 0,9 per cento, i furti, anche se all’interno di questa percentuale si registra un picco più significativo di quelli messi a segno nelle case. Il comando provinciale dei carabinieri, tuttavia, lo precisa con un pizzico di orgoglio, che «la percentuale di reati per i quali si arriva all’identificazione degli autori è attestata al 4,7 per cento», mentre è aumentata di un promettente 2 per cento, rispetto al 2011, la percentuale di reati complessivi per i quali sono stati scoperti gli autori. Duecentodiciannove, infine, sono state le persone arrestate e ben 1882 quelle indagate.

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