di Filippo Peretti
CAGLIARI Se ci sarà la stessa affluenza ai seggi registrata ieri in altre regioni, oggi saranno tra i 20 e i 25 mila i sardi che andranno a votare alle primarie del Pd e di Sel. Se saranno di più, vorrà dire che nell’isola la competizione sulle candidature in Parlamento è stata davvero accesa e che, per quanto riguarda i democratici, è stato giusto fare le “parlamentarie” in collegi provinciali. I 48 candidati del Pd e i 9 di Sel sono stati protagonista di un’iniziativa del tutto inedita nel mondo politico: far scegliere dalla base chi dovrà poi misurarsi per conquistare un seggio alla Camera o al Senato. Nelle regioni in cui si è votato ieri non è stato ripetuto il successo delle primarie del centrosinistra del 25 novembre e del ballottaggio del 2 dicembre tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi. In Sardegna, dove l’affluenza era stata al di sotto delle aspettative, si erano presentati ai seggi 75 mila elettori.Oggi sono richiamati quasi tutti, dal Pd e da Sel. Tradizionalmente il sistema delle preferenze fa salire la tensione politica e accende l’attenzione dei cittadini. Il sensibile calo di voranti di ieri ha quindi destato sorpresa e anche qualche preoccupazione tra i candidati: la minore affluenza generale finisce per favorire i candidati che hanno un elettorato consolidato fondato sulla fiducia personale o gli apparati, cosa del resto normale nelle primarie di partito. Mentre rischia di penalizzare chi punta sul voto di opinione non potendo contare su uno sperimentato e faticoso rapporto diretto con i cittadini. Non è infatti un caso che Bersani si sia riservato il 10 per cento di posti da assegnare a personalità che, messe nella competizione delle primarie, da sole non ce l’avrebbero fatta. I 48 candidati del Pd sono suddivisi in otto collegi provinciali. I parlamentari uscenti sono sono sette: cinque i deputati Amalia Schirru e Paolo Fadda (Cagliari), Guido Melis (Sassari), Siro Marrocu (Medio Campidano) e Caterina Pes (Oristano); e due senatori: Francesco Sanna (Sulcis) e Giampiero Scanu (Gallura). Non si sono invece ripresentati Antonello Cabras, Arturo Parisi e Giulio Calvisi. Per gli uscenti (tutti eletti in Parlamento da una o due legislature e quindi sempre senza le preferenze visto che si è votato con il Porcellum) è un confronto molto duro. Anche perché i rivali sono più che insidiosi, come i consiglieri regionali renziani Gavino Manca a Sassari e Chicco Porcu a Cagliari (c’è anche l’ex popolare Giuseppe Luigi Cucca a Nuoro, dove però non ci sono parlamentari uscenti). Grandi competizioni politiche sono soprattutto a Cagliari (dove in campo c’è anche l’ex presidente della Provincia Graziano Milia), a Olbia (dove alcuni candidati sfidano Scanu) e nel Sulcis e a Oristano (dove Sanna e Pes se la devono vedere, tra gli altri, con i rispettivi segretari provinciali). I 48 candidati del Pd si contendono i dieci-undici posti che dovrebbero garantire l’elezione in Parlamento. Oggi non vengono decisi i capilista, che saranno indicati da Bersani: per la Camera è certo il segretario Silvio Lai. Tra i dieci-undici che vinceranno le primarie ci dovranno essere almeno quattro donne. A parte i capilista i posti saranno decisi così. Il primo a essere scelto sarà il più votato di Cagliari, quindi nell’ordine i primi di Sassari e di Nuoro e il secondo più votato di Cagliari (una donna se il primo è un uomo, e viceversa). Si continua con i più votati di Oristano, Gallura, Sulcis e Medio Campidano, quindi il secondo di Sassari e il terzo e il quarto di Cagliari. Dopo questi undici, ci saranno il secondo di Nuoro e il primo d’Ogliastra. Per quanto riguarda le donne, sono certe quelle che arrivano prime anche nel confronto con gli uomini e, nella competizione femminile, sono comunque sicure la prima di Cagliari e la prima di Sassari. Per garantire il posto a quattro donne, in alcuni collegi i maschi, pur arrivati primi, potrebbero essere esclusi. Per quanto riguarda Sel la competizione, a differenza del Pd, avviene sul collegio unico regionale. Si vota separatemente per candidati e candidati e per Camera e Senato. C’è da rilevare che per la Camera si presenta il segretario Michele Piras e per il Senato il capogruppo Luciano Uras. La scelta di celebrare le primarie anche in Sardegna è stata quindi ancora di più un atto di generosità e di coraggio da parte del gruppo dirigente.
