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L'unione sarda. Pd, in palio dodici posti al sole

Ai seggi dalle 8 alle 21 per decidere le liste alle Politiche

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Qualcuno, di fatto, stasera potrà già festeggiare lo sbarco in Parlamento. Le primarie del Pd servono a scegliere solo l'ordine dei nomi in lista per le Politiche, ma poiché l'ordine decide tutto (il Porcellum non prevede preferenze, assegna i seggi in base alla posizione nell'elenco dei candidati), la vera partita si gioca oggi.
Dalle 8 alle 21 quasi duemila volontari terranno aperti circa 200 seggi. Non gli stessi utilizzati il 25 novembre e il 2 dicembre, almeno non sempre: soprattutto nelle città più grandi gli elettori dovranno recarsi in sedi diverse.
DOVE SI VOTA Il sistema più semplice per conoscere il proprio seggio è verificare sul sito internet www.primarieparlamentaripd.it : basta inserire il numero della sezione riportata nella propria tessera elettorale (quella distribuita dai Comuni e utilizzata per le elezioni “vere”) per ottenere l'indirizzo giusto. Oggi si tengono anche le primarie di Sel ma non negli stessi seggi, tranne qualche eccezione.
Com'è noto, in generale può votare solo chi lo ha già fatto alle primarie per la leadership della coalizione, e compare quindi nell'albo degli elettori del centrosinistra. L'unica eccezione riguarda eventuali iscritti del Pd che non abbiano partecipato alla consultazione del 25 novembre, ma a patto che avessero la tessera già nel 2011 e che l'abbiano rinnovata quest'anno.
Se la volta precedente era necessario dichiararsi elettori di centrosinistra, stavolta ovviamente bisognerà dichiararsi sostenitori del Pd, firmando anche un appello pubblico per i democratici. L'unica cosa che non cambia è il versamento di almeno due euro, anche se alcuni circoli locali (Sant'Antioco, per esempio) hanno fatto sapere che esenteranno dall'obolo i loro elettori.
LE REGOLE Si vota in otto collegi, coincidenti con le Province. Le primarie non indicheranno i capilista per Camera e Senato, che saranno nominati da Pier Luigi Bersani. Definiranno semmai i posti successivi, distribuiti tra i vari territori secondo un ordine prestabilito e determinato dal peso demografico delle varie aree, e dai voti raccolti dal Pd nelle varie circoscrizioni.
In base a questi calcoli, il posto più favorevole spetterà al più votato di Cagliari, il secondo al vincitore di Sassari, poi quello di Nuoro, e dopo ancora il secondo più votato di Cagliari. Di seguito gli altri collegi: ipotizzando che il 25 febbraio il Pd sardo ottenga dodici eletti al Parlamento (otto deputati e quattro senatori), dovrebbe toccarne almeno uno a ciascuna provincia tranne l'Ogliastra.
LE SFIDE Dei parlamentari uscenti, non si ripropongono solo Arturo Parisi, Antonello Cabras e Giulio Calvisi. Alcuni (Gian Piero Scanu in Gallura, Siro Marrocu nel Medio Campidano) sono favoritissimi per la riconferma; altri (Guido Melis a Sassari, Paolo Fadda e Amalia Schirru a Cagliari, Francesco Sanna nel Sulcis, Caterina Pes a Oristano) dovranno combattere con sfidanti di peso: a partire dai consiglieri regionali renziani Gavino Manca (Sassari) e Chicco Porcu (Cagliari).
Accesissima la sfida nel capoluogo regionale, dove corrono anche l'ex presidente della Provincia Graziano Milia e giovani come Thomas Castangia e Ignazio Angioni. Molto combattuta anche la sfida tra le donne: l'uscente Schirru se la vedrà con Romina Mura, Maria Grazia Dessì, Paola Loi e Daniela Porru. La regola della doppia preferenza di genere (si possono scrivere due nomi sulla scheda, ma purché siano un uomo e una donna) ha determinato degli accordi elettorali, più o meno espliciti, che in alcuni casi potrebbero determinare notevoli sorprese.
Giuseppe Meloni

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