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L'unione sarda. Pd, ora il rebus delle liste

Choc primarie: confermati appena 4 parlamentari uscenti su 10 Sabato si decide come distribuire i candidati tra Camera e Senato

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Dieci parlamentari uscenti, solo quattro confermati. Nessuno, nel Pd, poteva immaginarlo appena un mese fa, quando Pier Luigi Bersani batteva Matteo Renzi nella corsa per la leadership. Poi il segretario ha deciso di affidare alle primarie anche la scelta dei candidati alle Politiche, e nell'Isola (ma non solo) è arrivato lo tsunami.
PROMOSSI E BOCCIATI I quattro che, nel voto di domenica, hanno confermato il proprio seggio sono i deputati Paolo Fadda, Caterina Pes e Siro Marrocu, e il senatore Gian Piero Scanu. Tra gli altri uscenti può sperare di farcela, se il Pd andrà molto bene, solo Guido Melis (del resto già nel 2008 doveva essere, in teoria, il primo dei non eletti). Molto più indietro Amalia Schirru e Francesco Sanna. Non si erano riproposti, per ragioni varie, Arturo Parisi, Antonello Cabras e Giulio Calvisi. Subentrano due donne sindaco (Romina Mura e Giovanna Sanna, vincitrici a Cagliari e Sassari), dirigenti di partito poco più che quarantenni (Emanuele Cani e Ignazio Angioni), consiglieri regionali (Giuseppe Luigi Cucca e Gavino Manca).
CAGLIARI E SASSARI La doppia preferenza di genere ha favorito Mura e Sanna, ma nel capoluogo le sorprese non finiscono lì. Non era scontata la seconda piazza di Angioni, o che Thomas Castangia strappasse a Graziano Milia un quarto posto forse ancora utile: a meno che per l'alternanza uomo-donna non prevalga Maria Grazia Dessì. A Sassari, Manca rispetta i pronostici e si assicura di fatto l'elezione.
CAMERA E SENATO Per ora ipotizzare le due liste è complicato: sabato la direzione regionale farà una proposta, poi deciderà Roma. Bersani indicherà i capilista e forse un terzo nome: probabile (non scontato) che il numero uno alla Camera sia Silvio Lai. Per il Senato oggi dovrebbe essere formalizzata una proposta a Renato Soru: non si sa se accetterà. Verso la candidatura in Sardegna anche Marco Meloni, dopo l'uscita di Francesco Sanna, anche lui vicinissimo a Enrico Letta. Ma non è detto che sia al Senato.
Si terrà conto dell'alternanza di genere e dei territori: se Bersani indicasse al Senato una donna al primo posto, il secondo potrebbe spettare a Scanu o a Fadda (che forse si sposterà comunque dalla Camera). Potrebbe finire a Palazzo Madama anche Manca, unico renziano dei probabili eletti.
«Le primarie sono state una grande prova di democrazia», commenta Silvio Lai, «ringrazio i volontari che hanno fatto marciare una macchina organizzativa messa su in pochissimo tempo». Lai sottolinea poi la doppia preferenza di genere. Su questo insiste anche Francesca Barracciu, che ne ha fatto una battaglia per la legge elettorale sarda: «Si conferma l'unico metodo per far crescere il numero di donne nelle istituzioni».
Giuseppe Meloni

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