di Giovanni Maria Sedda
GAVOI I canti delle donne sarde dopo aver conquistato il pubblico del Parlamento, in Montecitorio, a Roma, il 17 dicembre scorso, nel concerto della “coralità di montagna” risuoneranno anche domani, alle 20,30, nella chiesa parrocchiale di San Gavino nel primo spettacolo dell’anno, Sos tres res. Quelle donne sarde erano le 13 coriste del coro Eufonia, che, dirette dal maestro Mauro Lisei rappresentavano la Sardegna a Montecitorio. Domani, nella chiesa di San Gavino, ospiteranno il coro femminile Donu reale di Buddusò, anch’esso diretto da Lisei. Anche il complesso canoro di Buddusò, come, del resto quello Eufonia ha già ottenuto importanti riconoscimenti: nel 2010 a Ozieri e nel 2012 in Spagna. Anche il Coro Eufonia si è fregiato di premi a Barcellona e a Ozieri. In Germania ha vinto il premio per la canzone più bella d’Europa con “Anninnia”. E sarà proprio il coro di Gavoi ad aprire la serata domani, reduce appunto dallo strepitoso successo conseguito a Roma, nel “Concerto della coralità di montagna”, durante il quale l’aula di Montecitorio, ha riservato alle centinaia degli ospiti presenti un’emozione inaspettata e inusuale «in un contesto – come hanno raccontato le coriste – in cui abbiamo fatto conoscere un pezzo della nostra terra, un frammento della nostra storia». Tutto ciò, come si è potuto vedere in televisione è accaduto al centro del grande emiciclo, teatro di grandi scontri politici, dove le coriste di Eufonia, nei loro abiti colorati hanno dato voce alla propria gente. «La tensione è palpabile – è stato il loro commento – il momento è di quelli che resteranno scolpiti per sempre nella nostra memoria.Lo speaker ci presenta con voce impostata. Tocca a noi. Mauro ci dà la nota e ci fa un sorriso: partiamo! Prima cantiamo “A duru-duru”. Forte, sicuro e preciso. Poi è il momento dell’ “Anninnia” il nostro pezzo forte. Sotto voce, in un’atmosfera irreale, il vocalizzo introduce la melodia principale: “A nninnia, anninnia,fizzu meu caru, fizzu meu raru, tesoro... ”. I soprani illuminano la scena con le loro voci, Ignazietta è al suo posto, accovacciata davanti a noi, con in braccio il suo fagottino avvolto in un velo bianco. La sua voce sgorga come da una sorgente di acqua fresca e si espande tutto intorno; riempie lo spazio circostante così come i cuori di chi ascolta». Ma quei momenti unici, memorabili non finiscono lì. «Tornate a casa _ confermano – ancora incredule le coriste – siamo raggiunte da una quantità incredibile di sms, e-mail e messaggi su face book».
