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La nuova sardegna. Rapina con la ruspa all’ufficio postale

Bottino di 10mila euro: svuotate le casse con i soldi delle pensioni, ma la cassaforte a tempo non si è aperta

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di Tiziana Simula

INVIATA A ORANI All’assalto dell’ufficio postale con la ruspa. È stato un colpo più rumoroso che fruttuoso, quello messo a segno ieri mattina dai malviventi che si sono serviti di un mezzo meccanico rubato ore prima nella zona artigianale del paese per sfondare l’ingresso dell’ufficio postale, nel centralissimo corso Garibaldi. Alla fine, il bottino portato via dalla banda composta da almeno tre persone, è stato di 10mila euro: i contanti delle casse per il pagamento delle pensioni, mentre non sono riusciti a mettere le mani sui soldi della cassaforte a tempo. Rapinatori “gentiluomini”. Nessuno è rimasto ferito durante le concitate fasi dell’irruzione armata, che si è conclusa fortunatamente solo con tanto spavento per i presenti. I rapinatori “gentiluomini” (due quelli che, pistola in pugno e volto coperto sono entrati in azione nell’ufficio postale) si sono infatti preoccupati di far spostare i presenti – la direttrice, tre dipendenti e la donna delle pulizie – in un angolo del locale, mentre il terzo uomo ingranava la marcia e sfondava prima la vetrata d’ingresso e poi la parte blindata all’interno dell’edificio che separa gli operatori dal pubblico, aprendo il varco per arrivare alle cassette con i soldi, appena scaricati dal furgone portavalori. Presi i contanti, i tre sono fuggiti a piedi, lasciando l’ingombrante mezzo meccanico col motore acceso e perpendicolare alla strada, occupando praticamente l’intera carreggiata. Il colpo. Un colpo studiato perbene, insomma. Prima il furto del mezzo meccanico, poi, l’attesa del furgone portavalori col carico dei soldi, infine l’azione dei malviventi. Tutto accade poco prima delle 8.30. L’ufficio postale di corso Garibaldi 69, la lunga via centrale che attraversa Orani, è aperto da poco, quando scatta il blitz dei banditi. Davanti agli sportelli a quell’ora ci sono già due impiegate che si preparano a ricevere gli anziani clienti nel giorno del pagamento delle pensioni, oltre alla direttrice Giuseppina Sias, a una postina e alla donna delle pulizie. Una giornata come tante altre, insomma. Se non fosse che da corso Garibaldi spunta un grosso mezzo meccanico, una ruspa col carrello elevatore, risultata rubata ore prima nella zona artigianale. La ruspa, alla cui guida, secondo il racconto di alcuni cittadini, c’era una persona col passamontagna, percorre la strada a senso unico senza destare particolare sospetto tra la gente, abituata a veder passare questi mezzi in pieno centro. E mentre avanza, nell’ufficio postale entrano in azione i due rapinatori: con la minaccia delle armi, intimano ai presenti di spostarsi in un angolo del locale, al riparo dai colpi che di lì a poco avrebbero devastato l’ingresso e la parta blindata. Il terzo uomo. Nel frattempo, fuori, l’uomo alla guida della ruspa si cimenta nelle manovre per mettersi nella giusta posizione per buttare giù col braccio meccanico la vetrata: s’infila in retromarcia nella via di fronte alla sede. E quando si ritrova il bersaglio davanti, dà il via allo sventramento, mandando in frantumi vetri, infissi e mattoni dell’edificio. I malviventi acchiappano i contanti, ma non fanno in tempo a farsi aprire la cassaforte. Quindi, fuggono via a piedi, tra le strade del paese che, probabilmente, conoscono bene, visto che riescono a far perdere subito le proprie tracce. L’allarme. Qualcuno si accorge di quanto accaduto e lancia l’allarme chiamando le forze dell’ordine. Subito scatta la caccia all’uomo da parte dei carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Nuoro guidati dal colonnello Simone Sorrentino, dei colleghi della compagnia di Ottana e della stazione del paese che indagano sulla rapina. Vengono istituiti posti di blocco sia all’interno che fuori dal paese. Le indagini. Le indagini per far luce sull’ennesima rapina a Orani, sono serrate. Gli inquirenti hanno già sentito diverse persone e hanno acquisito i filmati del servizio di videosorveglianza della vicina filiale del Banco di Sardegna, assaltata a sua volta nel 2009, e di altre attività commerciali che si affacciano tutte lungo corso Garibaldi. Teatro anche della penultima sanguinosa rapina, avvenuta nel settembre scorso, quella alla gioiellieria Dessolis, costata la vita a un bandito ucciso per errore da un complice. Minacce al sindaco. Di sicuro per il paese, questo, è un periodo caldo. Un mese fa, anche il sindaco Franco Pinna è stato preso di mira: contro di lui, per ben tre volte, sono apparse scritte minacciose sui muri del centro storico. La comunità è scesa in piazza per ribellarsi alla violenza.

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