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L'unione sarda. Scatta l'allarme febbre suina

Altri 3 adulti e 2 bambini positivi al test ma stanno bene

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Sta meglio il magazziniere quarantasettenne di Tortolì colpito dal virus della febbre suina A/H1N1, che nel 2009 creò allarme in tutto il mondo. Delle tredici persone sotto osservazione, prevalentemente familiari del paziente trasferito in elicottero a Milano, cinque, tra cui due bambini, sono risultati positivi al test. «Questo significa che sono entrati in contatto col virus ma non che sono malati. Sono a casa, vengono seguiti con attenzione e, se servirà, saranno prontamente assistiti», ha precisato l'assessore regionale alla Sanità, Simona De Francisci. «Stiamo prendendo tutte le precauzioni del caso», ha aggiunto il direttore generale della Asl 4 di Lanusei Francesco Pintus.
Viste le gravissime condizioni, giovedì mattina l'operaio era stato trasferito al San Raffaele dove è stato collegato a una macchina che assicura l'ossigenazione del sangue, nonostante l'insufficienza respiratoria. Ad annunciare la positiva evoluzione del suo quadro clinico è stata ieri mattina Simona De Francisci, al termine di una riunione convocata per fare il punto della situazione e prendere tutte le misure necessarie. Notizia confermata dal fratello del paziente che lo ha accompagnato a Milano: «Si è un po' ripreso», ha detto.
NIENTE ALLARMISMI Prima preoccupazione dell'assessore, tranquillizzare sul singolo caso e prevenire allarmismi immotivati. «La ricomparsa di questo ceppo – ha detto – non è certo una sorpresa: la Sardegna è attrezzata sia per la diagnosi che per l'eventuale cura». Il trasferimento del paziente ogliastrino non è quindi dovuto a carenze delle strutture isolane ma all'applicazione del protocollo che indica Milano e Palermo come centri nazionali di referenza quando il decorso della malattia crea gravi complicazioni. Il magazziniere era stato ricoverato visto l'acutizzarsi dei sintomi accusati dopo il rientro da un viaggio a Roma. L'assessore De Francisci e gli esperti da lei riuniti hanno insistito non poco sul fatto che le paure del 2009 non hanno più ragion d'essere. Allora l'allarme scattò in tutto il mondo dopo i primi casi in Messico che confermarono il “salto” del virus dagli uccelli ai suini e da questi all'uomo con il successivo contagio tra umani. La pericolosità dell'H1N1 è poi risultata inferiore perfino ad altri virus come quelli che provocano le sindromi influenzali delle ultime settimane.
NESSUNA EMERGENZA «Siamo organizzati non solo per affrontare l'emergenza, che al momento non esiste – ha precisato Simona De Francisci – ma anche per curare i casi meno gravi che potranno essere gestiti dalla Asl di Sassari e dall'ospedale “Brotzu” di Cagliari». L'assessore ha lanciato un appello per evitare che il panico finisca con l'intasare i pronto soccorso. «Se si accusano sintomi influenzali la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico di famiglia. Sarà lui a decidere se è necessario il ricovero in ospedale». Eventualità abbastanza rara come tutti sanno anche per esperienza personale. Febbre più o meno alta, dolori muscolari, tosse e qualche problema ai bronchi e anche disturbi intestinali non devono spaventare. La cosa migliore è affidarsi al proprio medico.
LA DIAGNOSI Il caso del paziente di Tortolì ha destato notevole preoccupazione perché si tratta di una persona ancora relativamente giovane e in buone condizioni di salute. Purtroppo il virus ha comunque provocato serie complicazioni. Quel che è importante, però, è il fatto che la diagnosi sia stata effettuata tempestivamente. «L'H1N1 è un virus influenzale non più pericoloso di tanti altri. Per neutralizzarne gli effetti è fondamentale identificarlo nel più breve tempo possibile», spiega Germano Orrù, ricercatore del laboratorio del Centro diagnostico dell'azienda mista (Università-Asl) cagliaritana. «Sia noi che Sassari – spiega il direttore Ferdinando Coghe – abbiamo le competenze e le apparecchiature per intervenire tempestivamente. La diagnosi va comunque fatta correlando i risultati degli esami di laboratorio con le valutazioni cliniche». Qualora il male dovesse essere accertato, anche a Cagliari c'è la possibilità di collegare il paziente all'Ecmo, acronimo inglese che in italiano sta per ossigenazione extracorporea a membrana. Macchina disponibile al “Brotzu”. «La usiamo per gli interventi ma se necessario può essere impiegata per affrontare gravi insufficienze respiratorie migliorando l'ossigenazione del sangue», dice Luciano Curreli, responsabile della Cardioanestesia dell'azienda ospedaliera. L'influenza è un male di stagione. Ok non sottovalutarla ma senza confonderla con la peste.
Stefano Lenza

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