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L'unione sarda. «Il governo ha tradito i patti»

Una proposta di legge per chiedere alla Regione di farsi carico delle anticipazioni

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Il fastidio della Giunta regionale nei confronti, la proposta di anticipazione di almeno 30 milioni di euro da parte della Regione (che arriva da sindacati e opposizione consiliare), il duro attacco del deputato Pili al ministro Fornero e al governo dei tecnici. Il giorno dopo l'esplosione della bomba-cassa integrazione, con i 40 milioni di euro prima promessi e poi negati dall'esecutivo e quasi 5 mila famiglie sarde lasciate con un palmo di naso, le reazioni sono come al solito non coordinate ma tutte durissime.
IL GOVERNATORE Per il presidente della Regione Ugo Cappellacci, che ha firmato una nota assieme all'assessore all'Industria Alessandra Zedda, «il miglior modo per dare sostegno ai sindaci e a un'Isola che soffre le conseguenze della crisi è quello di mantenere gli impegni assunti per affrontare l'emergenza. Il tradimento degli impegni sulla cassa integrazione da parte del ministro Fornero non solo è una grave scorrettezza sul piano politico, ma è una fiammata che incendia i nostri territori e getta nello sconforto le nostre comunità». Una reazione durissima, alla quale il governatore fa seguire un attacco rivolto all'intero governo: «La sola visita del ministro Cancellieri, pur rientrando in un quadro di solidarietà attiva nei confronti dei sindaci, non può bastare, se a Roma prosegue la secessione dello Stato dalla Sardegna», ha aggiunto, «le visite vanno fatte seguire da comportamenti conseguenti dell'intera squadra e non da singoli esponenti di essa. Altrimenti perdono senso e producono un risultato opposto a quello che dovrebbe essere auspicato da tutti. La questione sarda non può essere ridotta a puro e semplice problema di legalità e ordine pubblico. È anzitutto una questione di giustizia sociale, lavoro, impresa, sviluppo e opportunità per le nuove generazioni».
LA PROPOSTA Dai presidenti di Gruppo misto, Udc e Idv è arrivata l'idea di costituire un fondo di anticipazione che possa garantire ai lavoratori sardi, in attesa dei promessi trasferimenti da Roma, il pagamento degli assegni di cassa integrazione e mobilità: «Con una disponibilità finanziaria di 30 milioni di euro per il 2013 proponiamo di anticipare, nell'ambito della convezione con l'Inps, l'erogazione dei trattamenti di sostegno al reddito del sistema degli ammortizzatori sociali, con particolare riferimento a quelli in deroga», sostengono Luciano Uras, Giulio Steri e Adriano Salis.
I SINDACATI Una proposta molto simile è contenuta in una nota unitaria firmata dalle segreterie di Cgil, Cisl e Uil: «La Regione trovi le risorse, anche nel proprio bilancio, per risolvere il problema degli ammortizzatori sociali». In vista all'incontro all'assessorato del Lavoro, già fissato per mercoledì 9, c'è un altro invito: «La Giunta dimostri coraggio e predisponga un accordo sugli ammortizzatori in deroga per il 2013 all'altezza dei bisogni dei sardi, con l'impegno di trovare le risorse, sia nel confronto con il governo nazionale sia impegnandosi a reperirle nel proprio bilancio». Così anche in riferimento ai 5 mila cassintegrati che sono rimasti fuori e non hanno nemmeno la copertura del 2012: «Si trovino le risorse in ogni modo, non è accettabile lasciare senza sussidio chi ha subito il peso della disoccupazione e paga il prezzo più alto di questa crisi». Anche Sandro Pilleri, dell'Ugl, è critico nei confronti del governo: «Una razionalizzazione della spesa che mette in ginocchio un'intera isola non è assolutamente accettabile. Noi stiamo facendo la nostra parte, mostrandoci disponibili a firmare l'intesa per gli ammortizzatori sociali per il 2013, ma siamo molto delusi dai parlamentari nazionali eletti in Sardegna».
PILI CONTRO IL GOVERNO Il parlamentare del Pdl Mauro Pili è durissimo nei confronti del ministro Elsa Fornero e dell'intero esecutivo dei tecnici: «Quello del governo Monti alla Sardegna è un furto premeditato con destrezza,
messo in atto con l'arroganza di chi se ne frega di un settore così delicato come quello della sicurezza sociale. Con lo stesso pressappochismo con il quale ha messo per strada 300 mila esodati ora la Fornero cancella la speranza a migliaia di lavoratori sardi espulsi dal circuito produttivo anche in virtù del disastro economico provocato dalle misure recessive del governo Monti. In attesa di un governo serio e attento a questo problema non si possono lasciare migliaia di lavoratori senza risposte e occorre, senza perdite di tempo, attivare le procedure previste dalla Legge di stabilità 2013 appena approvata». Secondo l'ex presidente della Regione occorre utilizzare, in forma di anticipo, i soldi del Fondo sociale europeo. «Questa richiesta deve essere proposta dalla Regione al Cipe, che ha già adottato simili misure per altre regioni. Si deve trattare di un anticipo proprio per evitare rilievi europei ma soprattutto perché si tratta di fondi destinati ad altri obiettivi».
Anthony Muroni

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