Gigi Mattu è un ragazzo speciale di Ovodda che dirige la vita come un grande concerto. Ha 45 anni, ma per tutti resta un bambino che ha permesso ai suoi sogni di scandire i ritmi dell'esistenza. La mattina si alza presto e porta il suo buongiorno al paese, con la forza di un sorriso dirompente. Adora la musica e si innamora facilmente: c'è sempre un saluto da riferire a qualcuna, con quel candore che nasce da un cuore destinato a restare buono.
Ha una sensibilità spiccata e una grande passione per il canto che coltiva all'interno del coro Zente Sarda, diretto da Enrico Pilo. Questa sera Gigi sarà il protagonista, insieme al suo coro e al coro di Atzara, della 25° edizione del Concerto di Natale che si svolgerà alle 19 nella chiesa di San Giorgio Martire.
Gigi ha già messo in ordine le parti del costume sardo che indosserà e conta le ore come tutti quelli che consumano il tempo nell'attesa di un incontro. Durante l'evento musicale, da un po' di tempo e per un solo brano, il maestro Pilo cede il suo posto a Gigi, che dirige il coro. È lo stesso Enrico a descrivere il passaggio emotivo: «Per un maestro il momento più emozionante e più impegnativo si manifesta nel momento in cui senti il peso della responsabilità di ciò che sta accadendo nell'esecuzione del canto. Quando Gigi prende il mio posto, lo avverto in maniera particolare. Vengo pervaso da un vortice di sentimenti, di tensioni, di emozioni e sensazioni indescrivibili nelle quali mi immergo e mi lascio trasportare. Osservo la sua determinazione, la sicurezza, l'autorità che esercita sugli attenti coristi. Non si può sbagliare perché Gigi non merita un errore. Lui è il nostro angelo. Lo stesso angelo silenzioso di cui parla la canzone che dirige: “S'anzelu mudu”».
Gigi di spalle alla platea allarga le braccia e le mani disegnano il volo del canto. Le voci si lasciano dirigere e gli occhi si bagnano di lacrime. L'applauso finale esplode d'intensità. Certe piccole emozioni fanno bene al cuore.
Roberto Tangianu
