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L'unione sarda. Attacco al ministro

Dura critica di Claudia Lombardo: «Non è tempo di passerelle» Ma sul Sulcis la titolare del Viminale assicura un suo intervento

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La polemica istituzionale tra Regione e governo ieri ha vissuto un nuovo capitolo durante la visita in Sardegna del ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri.
POLEMICA Alle parole della titolare del Viminale, che ha preso atto dei 105 reati legati alle intimidazioni ad amministratori in Sardegna nell'ultimo anno (44 a Nuoro, 42 a Cagliari, 11 a Sassari e 8 a Oristano), di cui «il 46 per cento conclusi con «l'individuazione dei responsabili», definendo questi numeri «un problema sociale e un fenomeno inquietante» al pari della mancanza di lavoro, sono seguite le precisazioni delle massime autorità dell'Isola. Al «non è tempo di passerelle, la Sardegna non può sentirsi beffata per essere ricordata nei bei discorsi di fine anno e poi dimenticata quando si tratta di indirizzare interventi concreti» del presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo, secondo cui la negazione «dei 46 milioni per gli ammortizzatori sociali in deroga rischia di avere conseguenze sociali devastanti», ha fatto eco il rilancio della Vertenza Sardegna da parte del governatore Ugo Cappellacci. Proprio il presidente della Regione ha ricordato che «va bene l'attenzione sulla sicurezza» ma occorre la collaborazione di tutto il governo sulle partite ancora aperte: «Particolarmente grave è il venir meno degli impegni sulla cassa integrazione in deroga», ha detto Cappellacci. «Le coperture promesse non sono arrivate e questo per noi è fonte di grande preoccupazione perché fa mancare l'ossigeno alle famiglie in difficoltà. Questo si aggiunge ai temi della vertenza entrate e del patto di stabilità, fino al divario infrastrutturale». La Cancellieri ha comunque garantito un intervento sulla vertenza Sulcis.
IL VERTICE Alla fine, però, è stata solo una presa d'atto della situazione. Il ministro Cancellieri ha partecipato al comitato per l'ordine e la sicurezza con i procuratori della Repubblica, a cominciare da quello di Cagliari Mauro Mura, i prefetti e i questori per andare a fondo sull'escalation di attentati agli amministratori in Sardegna. Ha poi incontrato le autorità politiche. C'erano i parlamentari dell'Idv (Federico Palomba) e del Pd (Paolo Fadda, Giulio Calvisi, Caterina Pes, Amalia Schirru e Guido Melis) mentre mancavano quelli del Pdl e dell'Udc. In piazza Palazzo sono arrivati anche i presidenti delle Province e i sindaci di Cagliari Massimo Zedda, di Sassari Gianfranco Ganau e di Oristano Guido Tendas.
LE GARANZIE Cancellieri non ha promesso nulla. Se non di «lavorare fino all'ultimo giorno, per il breve, medio e lungo termine». Quindi è entrata nel dettaglio: «Per il breve termine bisogna assicurare alla giustizia i responsabili degli attentati; a medio e lungo termine bisogna far comprendere che la legalità deve pagare sempre. Mi pare, invece, semplicistico parlare sempre di carenza di personale, perché mi pare che gli organici siano sufficienti, anche se esiste un problema di turn-over che stiamo cercando di contrastare anche con nuove assunzioni. Occorre razionalizzare l'organizzazione delle forze esistenti». Ma il segretario del sindacato di polizia Siulp Salvatore Deidda non ci sta: «O il ministro fa finta di non vedere il momento particolare che viviamo in Italia ed in Sardegna con i conseguenti problemi sociali, che si riverberano anche sul comparto sicurezza, o si utilizzano questi argomenti solo in questo periodo elettorale per fini propagandistici». Chiude l'Anci, con il direttore Umberto Oppus e il presidente Cristiano Erriu: «Gli amministratori locali devono poter lavorare con serenità».
Lorenzo Piras

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