Dal nostro inviato
Stefano Lenza
NUORO «Non esiste una emergenza democratica in Sardegna», rassicura il ministro Anna Maria Cancellieri dopo la riunione a Nuoro con 21 sindaci isolani in un modo o nell'altro presi di mira dalla criminalità . L'allarme, semmai, è maggiore sul versante economico: «La Sardegna vive una situazione sociale estremamente complessa, segnata dalla continua perdita di posti di lavoro. Fare il sindaco non è facile nei momenti di difficoltà finanziaria ma qui è ancora meno facile che altrove».
Clima sereno, comunque, perfino troppo. La toccata e fuga in Barbagia della responsabile degli Interni non fa storia e nessuno se ne stupisce. «Nulla ci ha lasciato e niente mi aspettavo», commenta il sindaco di Ottana, Gian Paolo Marras, a suo tempo obiettivo di un attentato che poteva finire in tragedia. Perfino l'infuocata nota diffusa dal Siulp provinciale alla vigilia della visita viene assorbita e neutralizzata con serafica tranquillità dal capo del Viminale: «Cose che fanno parte del vivere quotidiano». Con buona pace dei 200 posti scoperti in organico e delle mille e una difficoltà di chi opera in divisa da queste parti.
La Cancellieri arriva in elicottero da Cagliari e pochi minuti prima delle 16 è nel palazzo della Prefettura in via Deffenu. Ad attenderla i responsabili delle forze dell'ordine, il presidente della Provincia e i primi cittadini vittime di attentati o intimidazioni. Un'ora di colloquio a porte chiuse. Più che di sicurezza si è discusso di economia.
Nei pochi minuti concessi alla stampa, la Cancellieri non si sbilancia in vane promesse. «Ho dato agli amministratori tutte le rassicurazioni possibili compatibilmente con i fondi a disposizione». Ovvia la «grande solidarietà » cui si accompagna l'annuncio di un «grande impegno». Che, nonostante l'aggettivo, pare destinato ad essere soprattutto pragmatico: «Mezzi sicuramente ce ne sono pochi ma vedremo di fare qualcosa, come l'intensificazione delle attività di tutela e di intelligence».
Se lo Stato regge, riconosce il ministro, è grazie a chi sta in prima fila con la fascia tricolore. «Se i sindaci avessero paura avremmo l'emergenza democratica. Invece ho visto tanto coraggio, orgoglio e una gran voglia di reagire».
Sicuramente vero. Ma hanno bisogno di aiuto. «Lo Stato deve fare uno sforzo su alcune questioni fondamentali - dice Rocco Celentano, sindaco di Siniscola - come trasporti, energia, fiscalità di vantaggio per compensare l'insularità ». Concorda il collega di Mamoiada Graziano Deiana, rimasto al suo posto nonostante le fucilate e le bottiglie incendiarie.
Per Roberto Marceddu (Gairo) è il sesto incontro con un ministro dell'Interno. «Confrontarsi - osserva - è sempre positivo e importante. Ci aspettiamo risposte per la sicurezza e non solo ma, purtroppo, dobbiamo prendere atto della carenza di risorse. Il ministro ci ha confermato che importanti provvedimenti non potranno essere attuati». Alessandro Bianchi (Nuoro) crede che il vero problema non sia l'ordine pubblico ma il disagio sociale. «Esattamente come sempre. Trovo positiva la visita del ministro perché è stata l'unica a venire da queste parti. Negli ultimi mesi le zone interne sono state dimenticate e l'attenzione si è concentrata sulle crisi industriali nel Nord dell'Isola e nel Sulcis. Giustamente, ma anche noi viviamo una fase difficilissima».
