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La nuova sardegna. Gavoi, il Gal riparte con due progetti

L’iniziativa dello sviluppo rurale comprende la valorizzazione dell’ambiente delle aree protette e dei siti culturali nelle regioni montane

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di Giovanni Maria Sedda

GAVOI All’inizio del 2013 riparte l’attività del Gal Barbagia, Mandrolisai, Gennargentu e Supramonte operante già da più di un anno all’interno del vasto territorio della Sardegna centrale, che abbraccia ben 25 paesi, per una estensione complessiva di 1.476,85 chilometri quadrati e una popolazione di circa 47mila abitanti. Una realtà territoriale costituita per il 99% da pascoli e boschi. Un territorio di pascoli, frutteti, vigne e orti, boschi di lecci, querce e sugheri che chiedono agli amministratori del Gal, di cui è presidente Bachisio Falconi, iniziative rivolte soprattutto alla valorizzazione del patrimonio naturalistico. Ed è quanto ha deciso di fare il consiglio di amministrazione, convocato da Falconi lunedì scorso per «ripartire con le attività amministrative e decisionali con l’obiettivo di impegnare, nel corso del 2013, tutte le risorse di cui dispone il Gal, per un ammontare di circa 20 milioni di euro». E la ripartenza ha avuto inizio proprio nella riunione di lunedì in cui il CdA ha approvato il “Programma di Sviluppo rurale 2007 – 2013” e il “Progetto di cooperazione internazionale” intitolato “Tramudas” cioè transumanza. «L’iniziativa dello sviluppo rurale comprende la valorizzazione dell’ambiente delle aree protette e dei siti culturali nelle regioni montane della Sardegna e dell’Eifel della Renania settentrionale e Vestfalia, per lo sviluppo sostenibile del turismo ambientale e culturale». Una vera e propria cooperazione transnazionale quindi dei due partner territoriali Gal Eifel e Gal Bmgs i quali da anni mantengono contatti reciproci che hanno la loro origine nella cooperazione scientifica tra le facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari e dell’Università di Bonn. Gli obiettivi che si vogliono raggiungere sono: la valorizzazione dell’ambiente, il paesaggio e lo spazio rurale e il miglioramento dell’offerta qualitativa e quantitativa dei servizi alla comunità.

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