Si è difeso in aula, professando la sua innocenza. Vincenzo D'Antuono, ex prefetto di Nuoro, col groppo in gola, ha negato di aver aggredito la moglie. Il gup Antonio Luigi Demuro non gli ha creduto e lo ha condannato a sei mesi di reclusione (con la condizionale) al termine del processo con rito abbreviato che si è chiuso ieri in Tribunale a Nuoro. La pena è quella che era stata richiesta a novembre dal pm Laura Taddei al termine della sua requisitoria, è di cinquemila euro la provvisionale accordata alla signora D'Antuono, Elena Pricca, parte civile con l'avvocato Gianluigi Mastio. I danni? Da liquidarsi - come sempre - in separata sede.
L'EPILOGO La sentenza è arrivata alle 14,30, dopo le dichiarazioni spontanee dell'ex prefetto, una lunga arringa dell'avvocato difensore Giannino Guiso e due ore di camera di consiglio. Alla fine la ricostruzione dell'accusa è stata accolta. L'ex prefetto di Nuoro Vincenzo D'Antuono, ora in servizio a Pescara, anche secondo il gup, ha davvero picchiato la sua ex moglie, in due circostanze. È ciò che hanno sostenuto il pm e l'avvocato di parte civile, secondo i quali le responsabilità di D'Antuono sarebbero state chiarissime.
LA VICENDA L'ex prefetto di Nuoro era accusato di aver aggredito la moglie in due circostanze diverse. La donna presentò una denuncia e, quattro anni fa, andò via da Nuoro e tornò nella sua Pavia. Elena Pricca raccontò ai giudici che D'Antuono l'aveva prima afferrata per il collo e ingiuriata. A supporto della denuncia la donna produsse anche i certificati medici per dimostrare l'avvenuta aggressione. L'inchiesta scattò immediata ma in principio sembrò dovesse finire in una bolla di sapone. La Procura presentò richiesta di archiviazione ma poi, all'udienza gip, si ritenne che l'imputazione dovesse comunque essere formulata. Così si è aperto lo scenario processuale con la scelta del rito abbreviato da parte di D'Antuono.
LA DIFESA Alle accuse del pm Taddei, coincise con le argomentazioni dell'avvocato di parte civile, ieri ha ribattuto colpo su colpo l'avvocato Giannino Guiso, difensore di D'Antuono. Il penalista ha tracciato il profilo dell'ex prefetto come funzionario irreprensibile, contestando il valore probatorio dei certificati medici prodotti dalla moglie del suo assistito. In due ore Guiso ha cercato di smontare le accuse nei confronti dell'ex prefetto e ne ha chiesto l'assoluzione. All'uscita dalla camera di consiglio il gup Antonio Luigi Demuro ha però ritenuto D'Antuono colpevole e lo ha condannato a sei mesi.
