CAGLIARI Il Terzo polo è sempre più una porta girevole. Fra entrate e uscite, cambi e scambi, anche al Centro il traffico è caotico. Soprattutto dopo che da Roma è rimbalzata questa voce: Enrico Bondi, il plenipotenziario della lista «pro Monti», avrebbe cambiato ancora una volta idea su Beppe Pisanu. Chi dava per assegnato al presidente della commissione Antimafia un collegio sicuro nel Lazio, oggi potrebbe ricredersi. Le indiscrezioni dicono che il temuto «tagliatore di teste», appunto Bondi, avrebbe detto no a una ricandidatura del più longevo parlamentare italiano. Il motivo? È un mistero, ma pare che la voglia di volti nuovi abbia prevalso su tutto, anche sull’autorevolezza. La decisione non è ancora definitiva: l’ultima parola sabato spetterà a Mario Monti, che fra qualche giorno potrebbe invece riconoscere a Pisanu di essere stato fra i primi a mettere in discussione dall’interno il partito-azienda di Berlusconi, come ha già detto in passato. Ma c’è anche un altro colpo di scena nel Terzo Polo. Giorgio La Spisa non sarà più il capolista «pro Monti» alla Camera. I Riformatori hanno vinto la prova di forza col vicepresidente della Regione, ancora Pdl e legato a Comunione e Liberazione, e riavuto quanto era stato loro promesso: il primo posto nella griglia per Montecitorio di «Scelta civica», che questo punto sarà il consigliere regionale Pierpaolo Vargiu. A chiudere il cerchio è stato come sempre Massimo Fantola, leader storico dei Riformatori, che dopo essersi tirato fuori dalla mischia (gli avevano proposto di guidare la lista per il Senato) ha ricordato a Bondi quali erano stati i patti con Montezemolo, per portare in dote a «Italia Futura» un 10 per cento regionale, che poi da sempre è il peso dei Riformatori in Sardegna, e il messaggio è stato subito recepito da Roma. Detto e fatto: La Spisa è oggi il numero due della lista montiana per la Camera, ma è ancora tutto da vedere perché la base regionale di Italia Futura (col coordinatore Gigi Picciau pronto alle dimissioni) non lo vuole proprio. Comunque, l’ultimo rimpasto al Centro è servito per rasserenare i rapporti fra Monti-Bondi e gli alleati in Sardegna. Sbarrata la porta a La Spisa, Udc e Fli sarebbero ora disposti ad accogliere il giornalista Mario Sechi capolista al Senato. Ma anche questa è una situazione in evoluzione, con l’Udc, che ieri pomeriggio si è riunito per scegliere solo i candidati alla Camera. A guidare la lista sarà il segretario regionale Giorgio Oppi, al secondo posto l’assessore alla Cultura Sergio Milia, terzo il consigliere regionale Nello Cappai. Mentre sono tramontate le possibilità di scalata per il rampante Federico Ibba. Anche Fli ha scelto e indicato il nome per Palazzo Madama. Come negli altri collegi, capolista sarà il presidente della Camera e fondatore Gianfranco Fini, seguito dal consigliere regionale e coordinatore in Sardegna Ignazio Artizzu, e da Mario Russu (Gallura), Melania Fadda (Sassari) e Gennaro Fuoco (Cagliari). La designata di Fli per il Senato è Maddalena Calia, ex sindaco di Lula ed ex parlamentare, europeo, alla quale sarebbe stata assicurata la seconda posizione dietro Sechi. (ua)
