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L'unione sarda. Giovedì l'assemblea regionale del Pd Milia: «Mai stati così poco autonomi»

Caso primarie, convocato il direttivo. E la Barracciu debutta a Strasburgo

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L'eterno ritorno: a Tramatza. Dove, se no? Giovedì alle 15 l'assemblea regionale del Pd si impadronirà ancora una volta del centro congressi lungo la 131, teatro nel 2008 degli scontri tra soriani e antisoriani. I circa 150 componenti sono stati convocati dalla presidente Valentina Sanna, per parlare di elezioni politiche .
DIGNITÀ Una scelta fatta in autonomia, non concordata con la segreteria regionale. «Ma lo scopo è proprio rafforzare l'azione del segretario Silvio Lai a difesa della dignità del partito», spiega Sanna. Da Roma non si registrano aperture alla richiesta dell'Isola di ritoccare le liste, valorizzando i risultati delle primarie. «L'unica novità - sottolinea la presidente - è che anche il Psi indica un uomo, quindi non si rispetta neppure la parità di genere».
Oggi Silvio Lai ritornerà nella capitale per trattare con Enrico Letta e Maurizio Migliavacca. Eventuali decisioni potrebbero arrivare domani o giovedì. Realisticamente, l'unico risultato possibile (ma difficile) è dirottare il socialista Lello Di Gioia in regioni che eleggono più parlamentari.
AUTONOMIA Dalla Sardegna protesta ancora Graziano Milia, che in direzione nazionale aveva votato contro le liste: «Mai nella storia la classe politica sarda era stata così incapace di difendere la propria autonomia. Accadde nel 2008 al centrodestra, accade oggi al centrosinistra». Precisando di non rivolgersi solo al suo partito («che sosterrò con tutto me stesso»), Milia aggiunge che, di questa situazione, «la colpa è nostra. Ai “Romani”, che si difendono dietro la nostra debolezza, possiamo semmai attribuire l'incapacità di comprendere che il sentimento autonomistico dei sardi è superiore alla stessa capacità delle proprie classi dirigenti di rappresentarlo. Abbia la politica sarda il coraggio di aprire, come chiesto dagli stessi sardi con un referendum, una fase costituente che chiarisca quanta sovranità si vuole esercitare». Al Pd, in un'ottica di autonomia «conquistata», Milia chiede ancora una volta di «avviare una fase costituente con un congresso fondativo del Partito democratico della Sardegna con simbolo e statuto proprio, con doppia tessera non necessariamente sovrapponibile a quella italiana, federato, aperto e non chiuso in se stesso: Sardo, Europeo, Libero».
EUROPA Nei giorni scorsi Milia aveva ripreso la battaglia per un collegio regionale alle Europee, che garantisca all'Isola due seggi a Strasburgo. Nell'attesa, da ieri la Sardegna ha - almeno per qualche giorno - un altro europarlamentare dopo Giommaria Uggias (Idv): la vicesegretaria del Pd Francesca Barracciu ha partecipato alla sua prima seduta dopo esser subentrata a Rosario Crocetta. Ha svolto alcuni adempimenti burocratici, ma non ha ancora sciolto la riserva sull'opzione tra l'Europarlamento e il Consiglio regionale. (g. m.)

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