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L'unione sarda. Pdl, fiato grosso e veleni

Berlusconi sarà capolista alla Senato, dietro Nizzi o Sanciu Troppi mal di pancia, ipotesi Briatore al palo. Pressing di Cicu

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Decide Berlusconi, punto e basta. Tra un salotto televisivo e l'altro il leader del Pdl ha avuto il tempo di annunciare ieri sera che da stamattina prenderà in esame le proposte cucinate dal direttorio incaricato di preparare le liste elettorali: anche ieri fino a tarda notte Alfano, Verdini, Bondi, Cicchitto e Gasparri erano riuniti in conclave.
Tra oggi, al massimo domani il parto sarà ufficiale. Magari all'ultimo momento proprio per evitare che qualche esclusione eccellente possa provocare reazioni indigeste. Le avvisaglie ci sono.
SENATO Una sola certezza per il momento: Silvio Berlusconi sarà capolista al Senato anche in Sardegna. Il nome deve fare da effetto-traino. Obiettivo: ribaltare le previsioni di sconfitta (i sondaggi lo danno in rimonta) e costringere il centro sinistra a trattare ad armi pari. Per questo motivo a Palazzo Madama vuole eletti a prova di ribaltone. I bookmakers danno per certo che il Pdl piazzerà almeno tre senatori. Silvio farà fare spazio al secondo e per questa postazione la scelta dovrebbe ricadere Settimo Nizzi e Fedele Sanciu, entrambi galluresi. Salvatore Cicu (che ha chiesto una deroga per traslocare da Montecitorio al Senato) sembra fuori gioco. Non darebbe piena garanzia di fedeltà, anche se sul suo nome nelle ultime ore si sta spendendo il segretario nazionale Alfano. Non è un mistero che l'ex sottosegretario alla Difesa lo ha sponsorizzato in autunno quando il Cavaliere non aveva ancora sciolto la riserva sulla sua nuova discesa in campo (e il segretario nazionale aveva dovuto ingoiare il rospo).
MAL DI PANCIA Il grande rebus delle liste Pdl è alla Camera. Sembra tramontata (ma non è detta l'ultima parola) la designazione di Flavio Briatore, dato tra i venti vip del mondo imprenditoriale scelti personalmente da Berlusconi per dargli man forte. Troppi mal di pancia che ora però potrebbero riproporsi anche per le scelte dei primi quattro, i posti buoni per salire a Montecitorio. Dovrebbero andare a quattro uscenti, Mauro Pili, Bruno Murgia, Paolo Vella, Settimo Nizzi o Fedele Sanciu (dipende dalla scelta al Senato). Sul capolista e sull'ordine nella lista c'è bagarre. Sembrava certa l'investitura di Mauro Pili (o in alternativa Settimo Nizzi). Invece a tarda ora i rumors hanno promosso al ruolo di battistrada Paolo Vella, urbanista algherese non gradito però come portabandiera da molti esponenti sardi.
PROTESTE Sul suo profilo Facebook il consigliere regionale Carlo Sanjust ha minacciato l'autosospensione dal partito «se queste indiscrezioni fossero vere». Compresa quella - diffusa a tarda ora - della riproposizione di Filippo Saltamartini, già eletto l'ultima volta in Sardegna. Ci sarebbe per lui il terzo posto al Senato. Solo voci, in assenza di decisioni che tardano. «Ancora niente», ha risposto con un filo di voce Settimo Nizzi, il coordinatore regionale mentre faceva le ore piccole in via dell'Umiltà a Roma.
Antonio Martis

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