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L'unione sarda. Lo sciopero delle maschere

Carnevale senza Thurpos a Orotelli: «Il Comune non ci aiuta»

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«Niente soldi, niente Thurpos». Sa prima essida di mercoledì scorso, in occasione della festa in onore di Sant'Antonio Abate, è stata anche l'ultima in casa per l'associazione culturale Maschere etniche Thurpos di Orotelli. Su Carrasecare oroteddesu resta orfano del tintinnio dei campanacci e dei volti sporchi di fuliggine.
A comunicare l'amara notizia lo stesso consiglio direttivo del gruppo, con una nota sulla pagina ufficiale di Facebook: «La scarsa considerazione - vi si legge - da parte di chi dovrebbe promuovere e contribuire alla realizzazione delle nostre iniziative carnevalesche, ci ha portato a decidere, con rammarico, di non partecipare a questa edizione del carnevale orotellese». Gli oltre cinquanta componenti del gruppo si uniscono in un coro: «Con la speranza di sensibilizzare l'amministrazione comunale a una maggiore attenzione nei confronti delle associazioni che, come la nostra, amano costruire e salvaguardare un ricco patrimonio culturale fatto di antiche tradizioni folcloristiche e carnevalesche». Nel comunicato i Thurpos si scusano con la popolazione (che, secondo i commenti sul social network, condivide la scelta del direttivo) promettendo di tornare, «con o senza l'aiuto dell'amministrazione», per il carnevale estivo, da tredici anni appuntamento fisso.
Il sindaco Nannino Marteddu rigetta le accuse di scarsa considerazione. «Risponderemo con i fatti», dice. «Attraverso un report finanziario che pubblicheremo su Facebook e diffonderemo in paese dimostreremo quanto abbiamo speso, direttamente e indirettamente, a favore dei Thurpos».
Giovanna Falchetto

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