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L'unione sarda. A Roma in attesa di Silvio

Ancora fumata nera nel vertice a oltranza sui candidati sardi del Pdl Mauro Pili capolista alla Camera, deroga per Salvatore Cicu al Senato?

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Bocche cucite, telefoni muti, chiacchierate interminabili in anticamera. Ma di nomi e cognomi con relativa graduatoria da presentare agli elettori nulla: Berlusconi sta decidendo, assieme ai fedelissimi Verdini e Alfano. Anche ieri, fino a tardissima ora, le liste dei candidati sardi del Pdl erano ancora sotto chiave. Di ufficiale solo il silenzio, di ufficioso qualche spiffero e magari anche interessato. Entro oggi comunque i giochi devono essere fatti: per le 20 di domani le liste vanno consegnate ufficialmente, i candidati devono firmare i documenti in originale e non c'è tanto tempo.
RETROSCENA Un ritardo, apparso a tanti inspiegabile, ma che secondo i bene informati potrebbe avere una ragione molto più terra terra: la consegna all'ultimo momento eviterebbe eventuali levate di scudi (stile Pd) da parte degli scontenti di qualsiasi rango, li metterebbe davanti al fatto compiuto anche a costo di correre il rischio di un disimpegno in campagna elettorale. I segnali sono già affiorati negli scambi di battute su Facebook, anche se in via ufficiale nessuno se la sente di prendere posizione in una fase così cruciale.
NOVITÀ Cosa bolle nel pentolone romano del Pdl? Flavio Briatore non sarà in campo: lo ha scritto in un messaggino su Twitter, chiudendo così qualsiasi ipotesi trapelata nel valzer delle indiscrezioni. La novità più grossa è un'altra: Salvatore Cicu avrebbe ottenuto una deroga. Deputato della prima ora dell'era berlusconiana, correva il rischio di non essere riproposto, ma il suo pressing sul segretario Alfano a quanto pare gli ha fruttato un'altra chance. Verrebbe ricandidato per il Senato, ma solo al terzo posto che non dà certezze di elezione. Perché secondo alcuni calcoli il Pdl potrebbe piazzare in Sardegna solo un senatore.
CAPOLISTA Il Cav aprirà la lista, verrebbe eletto ma poi si dimetterebbe lasciando spazio al secondo: Settimo Nizzi, il coordinatore regionale, sembra il più gettonato. Anche se resta in ballottaggio con un altro gallurese Fedele Sanciu. Quindi se Cicu vuole ritornare a Roma deve sudarsela. Questo sarebbe il senso della deroga concessa da Berlusconi: l'ex sottosegretario ha un seguito personale nell'hinterland cagliaritano e il suo impegno diretto può aiutare a ricompattare un elettorato deluso che il Cavaliere sta cercando di ri-motivare con la sua campagna televisiva.
GRADUATORIA Risolta la grana-Cicu, la quadratura del cerchio alla Camera potrebbe essere più semplice. Sembra confermato il ruolo di capolista per Mauro Pili, al secondo (Nizzi o Sanciu), al terzo un altro uscente il nuorese Bruno Murgia e al quarto Paolo Vella, algherese di adozione e supertecnico di urbanistica. Questi i quattro posti-chiave, quelli che avrebbero la nomina parlamentare in tasca, stando agli ultimi sondaggi.
C'è maretta comunque per le posizioni successive. Salvo sorprese nelle urne dovute a un boom d'altri tempi, dal quinto in poi sono postazioni di vetrina, di «testimonianza» come si dice in gergo. Per il quinto stando ai rumors sono in corsa Simona De Francisci e Alessandra Zedda. Ha però anche qualche chance Pietro Pittalis, capogruppo storico del Pdl alla Regione. Gli altri sono rappresentanti di territori, forti di un grosso seguito di voti.
RAPPRESENTANTI Si fanno i nomi di Stefano Tunis (Sulcis-Iglesiente), Franco Chia (Villacidro) e l'ogliastrino Angeli Stochino. Un posto di rilievo - e su questo fronte c'è stata una forte pressione - dovrebbe averlo Stefano Schirru, esponente della nouvelle vague del Pdl cagliaritano. Del resto - se dovesse essere confermata la mancata candidatura al Senato dell'ex sindaco Emilio Floris - il capoluogo rischia di non avere una rappresentanza adeguata nella lista.
Antonio Martis

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