Partecipa a labarbagia.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

L'unione sarda. Addio al decano dei sacerdoti

Si è spento a 106 anni don Francesco Noli, il prete più vecchio d'Italia

Condividi su:

È morto ieri il sacerdote più vecchio d'Italia. Don Francesco Noli si è spento a Oristano a 106 anni. Era il prete più longevo della Sardegna, il decano dei parroci d'Italia. «Ha pregato fino alla fine - racconta suor Lucia, la madre superiora del convento di Oristano che lo ospitava - le sue ultime parole sono state di gratitudine verso le suore francescane missionarie di Assisi che dieci anni fa l'hanno accolto amorevolmente, come un fratello».
Nato a Ovodda il 19 ottobre del 1906, rimane orfano di padre a soli quattro anni. Da ragazzo varca i confini dell'isola per studiare dai padri Scolopi e il 23 dicembre del 1939 viene ordinato sacerdote a Genova dal cardinale Pietro Boetto. A 33 anni celebra la sua prima messa, oltre i cento, l'ultima.
La sua morte ha destato commozione nei ricordi di coloro che l'hanno conosciuto. Nel suo percorso il prete centenario ha portato la sua testimonianza e il suo contributo di fede nelle terre di missione che amava visitare, come l'Egitto, la Terra Santa e nell'isola di Formosa, in estremo Oriente. È stato parroco a Ortueri, Massama, Palmas Arborea, Mogorella e Asuni: ovunque ha lasciato traccia del suo passaggio attraverso il ricordo di chi lo ha conosciuto.
In tempi recenti è stato festeggiato nel suo paese di origine che amava definire “luogo ameno, bello e ricco di tutto”, insieme agli altri centenari di Ovoddaì, in testa zia Rosa Frau. Il parroco don Fabio Marras riassume il sentimento della comunità di appartenenza, sottolineando il legame mai affievolito con gli affetti familiari e gli ovoddesi. Enrico Pilo, direttore del Coro “Zente Sarda”, ricorda le omelie di Don Noli. Monsignor Ignazio Sanna, che lo ha incontrato alla vigilia del suo ultimo viaggio, riferisce le parole di Don Francesco: «Sono pronto…non ho bisogno di niente», che risuonano quasi come un presagio che emerge da una voce flebile e lucida. L'arcivescovo di Oristano rivela: «Quando gli ho fatto gli auguri per il nuovo anno, l'anziano prete, guardandomi negli occhi ha evocato pace e armonia per tutti. Un testamento spirituale per la nostra comunità diocesana». Le suore raccontano la sua serenità: «Si è spento come una candela, lentamente, consumato da una vita ricca di fatti e di fede».
Roberto Tangianu

Condividi su:

Seguici su Facebook