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L'unopne sarda. Ultimo strappo nel Pdl

Testoni rifiuta il posto in lista, i candidati alla Camera restano 16 Nizzi: «Meglio, il 17 porta male». Appello di Pili a serrare le fila

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Testoni non ha firmato? «Meglio, siamo in 16, il 17 porta male». Reduce dai quattro giorni che hanno sconvolto il Pdl sardo, Settimo Nizzi la butta sullo scherzo. Una battuta scaccia-tensione sull'ultima tegola caduta in casa berlusconiana: il deputato uscente, giornalista sassarese, non ha accettato il declassamento al sesto posto che di fatto gli toglie quasi tutte le chance di rielezione a Montecitorio. Non ha così sottoscritto l'atto di accettazione della candidatura, il braccio di ferro dell'ultimissima ora non è approdato a nulla. Così il Popolo della Libertà schiera in Sardegna una lista per la Camera con un uomo in meno.
NIZZI TRANQUILLO «Comunque sia, abbiamo chiuso bene», commenta il coordinatore regionale, «non credo che bisogna scandalizzarsi per le polemiche. Da quando faccio politica, ho visto anche di peggio quando si devono decidere le candidature». Ora è finita e tutti in pista, è il leit motiv. Quanto alle critiche sulla scarsa rappresentanza dei territori (nel Sassarese non sono per nulla soddisfatti, a Cagliari c'è qualche mal di pancia) e le minacce di disimpegno, Nizzi sostiene che ora è il momento di fare quadrato. «Non mancheranno altre occasioni per rivendicazioni di carattere personale e territoriale». Le elezioni regionali del prossimo anno, ad esempio.
L'EX SINDACO Portabandiera al Senato (dietro Berlusconi capolista), Emilio Floris rompe il riserbo che ha accompagnato l'altalena della vigilia sul suo nome. È in pista per Palazzo Madama, il seggio che occupava Mariano Delogu, predecessore al Comune. «Inizia adesso la campagna elettorale e voglio ringraziare un partito che mi ha messo in una posizione di privilegio. Mi sentirò impegnato a esaminare le problematiche nazionali, ma la mia elezione avviene in Sardegna e porterò in Parlamento soprattutto le emergenze della nostra Isola, anche alla luce della mia esperienza da sindaco».
IL CAPOLISTA Anche Mauro Pili ha motivi per essere soddisfatto: capolista per volere di Berlusconi, che ha ribaltato l'ordine di graduatoria piazzando Salvatore Cicu al secondo gradino, ora chiede di lasciare da parte interessi e scontri: «Pensiamo prima di tutto alla Sardegna, sulle polemiche non voglio dire nulla. Sono state fatte le scelte, accettiamole e rimbocchiamoci le maniche. Bisogna fare squadra per mettere al primo posto gli interessi dell'Isola. Da parte mia continuerò la sfida contro i poteri forti che ci penalizzano: Enel, Tirrenia, Alitalia».
L'ARCHITETTO Un appello a serrare le fila viene anche da Paolo Vella, riproposto per un mandato-bis: «Insieme a Pili, Cicu, Nizzi e altri che saranno eventualmente eletti», spiega citando, non a caso, tutti, «dobbiamo avere una voce univoca in Parlamento per portare avanti le istanze della Sardegna». Restano i malumori e i rospi da ingoiare in silenzio. Bruno Murgia, per esempio: parlamentare nuorese uscente, è al quinto posto e i sondaggi per ora dicono che sarà il primo dei non eletti. Telefono spento, meglio star zitti.
Antonio Martis

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