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L'unione sarda. Olzai Avvelenò il suocero, operaio a processo

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È stato rinviato al 6 febbraio il processo per il tentato omicidio di Olzai per cui è finito agli arresti domiciliari un 42enne di Capoterra, Gianfranco Sanzone, che secondo l'accusa avrebbe cercato di assassinare il suocero, l'olzaese Gesuino Mameli, dandogli da bere intrugli di vino e psicofarmaci.
L'avvocato difensore Teresa Camoglio ha chiesto il rito abbreviato con integrazione probatoria, istanza rispetto alla quale ha ottenuto che sia ascoltato come teste uno dei familiari. Il pubblico ministero ha richiesto a controprova la testimonianza della figlia di Gesuino Mameli, Angela Maria, badante di 40 anni, che quando si verificò l'avvelenamento era fidanzata con Sanzone da qualche settimana. Intanto la presunta vittima, 72 anni, ex operaio di Ottana, si è costituita parte civile. Il punto di debolezza dell'accusa, secondo la difesa, sta in indagini «puramente indiziarie, estremamente orientate», dice l'avvocato Camoglio. Sarebbe stato proprio Sanzone, inoltre, a sollecitare i soccorsi quando il 19 gennaio del 2012 il suocero si sentì male. (fr. gu.)

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