I contrasti nei due poli non sono tutti superati, ma sulla riforma elettorale si va avanti. Ieri la conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale ha fissato la seduta dell'aula per mercoledì prossimo, 30 gennaio: l'assemblea aprirà i lavori con l'esame delle norme sui referendum, quindi affronterà la la nuova legge elettorale e il riordino delle Province, sulle quali incombe la scadenza del 28 febbraio.
Ancora nulla di fatto, invece, sul fronte della Finanziaria, nonostante gli appelli bipartisan alla Giunta per l'approdo in aula in tempi brevi della manovra, evitando così di proseguire i pagamenti in “dodicesimi”. La campagna elettorale, però, ha imposto uno stop sulle scelte politiche di programmazione economica all'assessore del Bilancio: Giorgio La Spisa, infatti, ha lasciato il Pdl per correre con la lista Monti e garantirà solo l'ordinaria amministrazione.
In attesa della manovra, il primo punto all'ordine del giorno del Consiglio è la modifica della disciplina del referendum sulle leggi statutarie. Il testo prevede un quorum di un terzo degli elettori per decretare la validità della consultazione che, però, non si applica alle leggi statutarie. Quindi si passerà al tema spinoso della legge elettorale statutaria, che dovrà tenere conto delle diverse sensibilità presenti in Aula e della modifica dello Statuto con il taglio dei consiglieri da 80 a 60.
Oltre all'elezione diretta del presidente della Regione con voto disgiunto, la riforma prevede l'eliminazione del listino regionale e uno sbarramento del 5%, definendo le ineleggibilità e le incompatibilità. È probabile che nella discussione emergano differenze sostanziali anche all'interno dei singoli partiti e schieramenti, mentre si sono già fatti sentire gli appelli per promuovere la parità tra uomo e donna, anche se ogni lista deve «garantire, pena l'esclusione, la rappresentanza di entrambi i generi».
Solo dopo che verranno rimodulate le circoscrizioni elettorali provinciali (attualmente sono otto come le Province) si potrà passare al riordino degli enti soppressi con i referendum di maggio.
