È la campagna elettorale, bellezza: niente sconti, neppure agli amici. Per i dettagli, chiedere all'Udc: che sgancia la bomba e chiede a Ugo Cappellacci di revocare le deleghe a tutti gli assessori regionali candidati alle Politiche. Perché farebbero un «utilizzo strumentalmente elettorale della loro funzione istituzionale, compreso quello dell'auto blu», si legge in una nota diffusa ieri, e pubblicata anche sulla pagina Facebook dell'Unione di centro Sardegna.
DUE BERSAGLI Non è che possano essere molti i bersagli dell'Udc: escluso un attacco al loro stesso esponente Sergio Milia, assessore alla Pubblica istruzione e candidato alla Camera, restano Antonello Liori e Giorgio La Spisa, anche loro in corsa per Montecitorio, rispettivamente con Fratelli d'Italia e Scelta civica. Quest'ultima lista, per altro, è con l'Udc nella coalizione guidata da Monti: ma ciò non significa che La Spisa sia esente dall'ira del partito di Giorgio Oppi. Del resto è nota l'irritazione che aveva suscitato, nell'Udc sarda, l'ipotesi che l'assessore al Bilancio guidasse la lista unica montiana al Senato (posto poi andato a Mario Sechi).
Il comunicato diffuso ieri ricorda che l'Udc aveva già auspicato, «in tempi non sospetti», che gli assessori regionali «si astenessero da iniziative e attività legate al proprio ruolo istituzionale durante la campagna elettorale. Invece, constatiamo tutti i giorni che così non è. Questo valga anche per la propria promozione sui più diffusi social network».
LA VERIFICA A questo punto, prosegue la nota, «ci troviamo nella condizione di chiedere al presidente Cappellacci di provvedere a ritirare ufficialmente la delega assessoriale a tutti i membri della Giunta candidati». Non solo: l'Udc chiede che, subito dopo il voto, si faccia «una verifica puntuale, in particolare nei confronti di chi detiene una delega senza più la dovuta fiducia del partito di espressione». Riferimento che potrebbe riguardare sia La Spisa che Liori, entrambi entrati in Giunta per il Pdl e ora candidati con altre sigle (anche se Fratelli d'Italia è comunque nel centrodestra berlusconiano).
Nessuna reazione, ieri, da parte degli assessori-candidati: anche se i loro staff assicurano che entrambi utilizzano auto blu e cellulare “di Giunta” solo per impegni e comunicazioni istituzionali, che sono pur sempre tenuti a garantire. Nessuna risposta anche dal governatore Cappellacci, cui è rivolto l'appello dell'Udc.
LA MINORANZA Le tensioni nella maggioranza regionale si aggiungono a quelle sollevate invece, all'interno dell'opposizione, dalla mozione di sfiducia a Cappellacci preannunciata in Consiglio da Sel, Idv, Centro democratico e Sardigna libera. «Un'iniziativa avviata senza consultare il Pd», aveva protestato il capogruppo democratico Giampaolo Diana. «La mozione è stata predisposta, e non ancora presentata, e poi inviata a tutti i capigruppo del Consiglio», rispondono Luciano Uras e gli altri firmatari, «perché potessero aderire il maggior numero di consiglieri. Ci aspettiamo che il Pd la sottoscriva, sappiamo che ne condivide i suoi contenuti: per questo, prima di presentarla, l'abbiamo inviata a Diana».
Giuseppe Meloni
