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L'unione sarda. Grillo, un ciclone a Sassari

Diecimila in piazza. «Sardi, riprendetevi la vostra terra»

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dal nostro inviato
Anthony Muroni
SASSARI Neanche la pioggia, l'umido e il freddo hanno fermato il ciclone Beppe Grillo. In piazza d'Italia, alla fine, sono arrivati in oltre diecimila a sentire un'ora di comizio ininterrotto, forse disordinato ma capace di coinvolgere il vasto uditorio, più volte trascinato in applausi scroscianti. Sul banco degli imputati, come al solito, l'intero sistema-Paese. «Marcio, vecchio, consunto, incapace di soddisfare i bisogni della gente, governato da una classe dirigente formata da incapaci e ladroni». Berlusconi, Bersani, Monti, Napolitano, i manager di Stato: tutti ugualmente responsabili dello sfascio sociale ed economico dell'Italia.
LA BANDIERA Impossibile seguire un filo logico, tanto dispersivo è stato il fiume in piena che il comico genovese ha riversato sulla piazza. Arrivato sul palco accompagnato dallo sventolio dei Quattro mori, è immediato risalito sul suo cavallo di battaglia in terra sarda: «Siete una colonia, vi hanno rubato la terra per farvi diventare una piattaforma della Nato e sperimentare ogni possibile arma». E ancora: «I pastori vengono manganellati, agli agricoltori le banche portano via la terra, che in compenso è invasa da pale eoliche e pannelli fotovoltaici. Vi rubano il sole e il vento, vi divorano l'ambiente e si portano via i soldi. E non credete alle false promesse della chimica verde: è un ossimoro, come dire Berlusconi sincero».
All'ex premier dedica più di una battuta al vetriolo: «Vuol restituire l'Imu? Inizi a spiegarci perché è stato complice di Monti nell'istituirla. E se proprio vuole restituire qualcosa, che lo faccia iniziando dalle palate di soldi che ha fatto con le concessioni televisive regalate dalla politica».
LO SCANDALO Quando parla di economia e banche ne ha pure, e non poche, per il Pd: «Hanno gestito Montepaschi per decenni e ora fanno finta di chiamarsene fuori: la verità è che c'è un buco immenso, del valore di due Parmalat, il più grande scandalo del dopoguerra, creato dagli immobiliaristi alla Caltagirone con la connivenza del Partito democratico. E ora Gargamella Bersani minaccia di sbranarci. Ma cosa vuole sbranare? Dovrebbe sapere che, essendo dotato al massimo di gengive, può solo ciucciare».
QUIRINALE Non può mancare il solito attacco al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «In quale altro Paese civile, durante uno scandalo come questo, il presidente della Repubblica, invece di pretendere immediata chiarezza e di conoscere tutti i nomi dei responsabili, lavora per coprirli invocando la privacy?».
Questa volta Beppe Grillo non si accontenta della “testimonianza”: presentando i candidati sardi del Movimenti Cinque Stelle(«gente perbene, che lavora, donne e uomini che sono stati scelti con le primarie online») ribadisce che il cambiamento già arrivato con le Regionali siciliane può proseguire anche in Sardegna. «Saremo rappresentati in forze nel Parlamento perché la gente mostra di avere finalmente la speranza nei propri occhi - ha urlato - c'è chi non ne può più di farsi ricattare in cambio di lavori precari da 500 euro al mese. C'è chi vuole cambiare le cose, completamente. Noi possiamo farlo, per voi e con voi. Dobbiamo riprenderci la sovranità, a partire da quella energetica. Qui si potrebbero fare cose fantastiche, domani (oggi ndr.) sarò a Carbonia a parlare con i lavoratori delle miniere, non so cosa potrò dire loro. Ma si potrebbe fare come nel Galles, dove c'è stata una riconversione che attira un milione di turisti l'anno. In Sardegna, come nel resto dell'Italia, bisogna puntare sull'agricoltura, sulle piccole e medie imprese. In Francia lo Stato ti aiuta, qui invece ti ammazza, ti fanno chiudere».
IL QATAR Tornando alle cose sarde non ha risparmiato una battuta sul tema del momento, il possibile investimento dell'emiro del Qatar: «Ma com'è possibile che qua si debba sempre stare ad aspettare il padrone di turno, svendendo un ambiente bellissimo a dispetto del futuro dei nostri figli?». In chiusura una promessa: «Continuerò a girare le piazze d'Italia perché sento di aver un debito nei confronti di una società che mi ha dato tanto - ha assicurato - e presto apparirò, a sorpresa, anche in diretta televisiva, quando meno se lo aspetteranno. Ma queste elezioni sono solo il primo round. Chiunque vinca non governerà più di sei o otto mesi. Fra un anno si tornerà al voto e allora vinceremo noi».
Oggi, alle 16, replica a Carbonia e alle 20.30 a Cagliari, in piazza dei Centomila.

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