Partecipa a labarbagia.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

L'unione sarda. Un turbine di violenza senza fine nel triangolo nero della Baronia

Diciotto croci, una spirale d'odio che non risparmia neanche le donne

Condividi su:

A distanza di appena otto mesi dall'ultimo delitto, il triangolo della Baronia martoriato dagli omicidi, ripiomba nel turbine della violenza. Tra Galtellì, Onifai, Loculi e Irgoli, in un fazzoletto di terra di pochissimi chilometri quadrati sulle rive del fiume Cedrino, negli ultimi 25 anni si sono contate ben 18 croci insanguinate, in un'incredibile spirale di odio che non ha risparmiato neanche le donne e che continua a sconvolgere le comunità dei quattro paesi.
SARA E MARIO Un'escalation di sangue che trova il suo culmine con l'uccisione di Sara Cherchi, assassinata col suo fidanzato Mario Mulas la tarda sera del 3 settembre 2008, mentre i due si recavano nella loro futura abitazione. Per quel delitto viene sospettato e rinviato a giudizio, l'oroseino 24enne, Andrea Dessena: processato in primo grado viene condannato all'ergastolo, ma in appello il Procuratore generale del tribunale di Sassari chiede l'annullamento della pena. Quel drammatico episodio innesca una durissima reazione delle istituzioni locali che invocano la mobilitazione popolare contro la violenza. Appello che però non viene ascoltato dai carnefici che giusto un mese dopo il duplice omicidio dei due fidanzatini massacrano con tre fucilate sparate da pochissima distanza Pierpaolo Serra, pregiudicato di 31 anni di Irgoli. Al delitto compiuto davanti all'abitazione della vittima assiste atterrita la fidanzata.
IL CUSTODE DEL CAMPO Passano due anni e la cronaca baroniese registra l'ennesimo morto ammazzato a Galtellì: il 10 luglio 2010 muore Angelo Masala, 63 anni, custode del campo sportivo del paese. Il suo corpo viene rinvenuto il giorno successivo davanti allo spogliatoio dell'impianto sportivo dove viveva. Il 5 giugno del 2012 il macabro scenario si ripete nelle campagne di Pauleddas, località vicina al confine tra Irgoli e Onifai: a cadere è Giovanni Maria Serra, allevatore di 58 anni, raggiunto da quattro fucilate mentre si apprestava ad entrare nel suo ovile. La vittima prova a sfuggire all'agguato ma il tentativo di salvarsi la vita si spegne dopo poche decine di metri. Nonostante sia ferito a morte riesce e percorrere in auto un tratto di strada sterrata poi un'altra ventina di metri a piedi prima di stramazzare a terra in un bagno di sangue.
TRAGEDIA ALLA FESTA Sempre per restare dentro i confini del triangolo insanguinato, il 13 agosto 2006, un altro omicidio desta sdegno e scalpore nella comunità. Michele Floris, operaio di 63 anni, venne ucciso durante un banchetto nuziale, nel parcheggio dell'agriturismo “Su Murtale”, nelle campagne di Lendine, località di Onifai. Floris è appena uscito dal locale quando viene raggiunto da due fucilate al volto. Il 2006 la Baronia è funestata anche da altri due omicidi: Sebastiano Luche, 41 anni, viene ucciso il 18 marzo mentre sono in corso i festeggiamenti per San Giuseppe. Il 16 ottobre toccò invece ad Agostino Cambone, allevatore di 51 anni, conosciuto come una persona tranquilla e dal passato immacolato. Il killer la prima volta lo mancò, ma la seconda fucilata fu letale.
Fabrizio Ungredda

Condividi su:

Seguici su Facebook