La burocrazia strangola l'edilizia sarda. I ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione possono arrivare fino a 24 mesi. A questo si aggiunge la montagna di soldi per lavori realizzati ma non ancora saldati per colpa del patto di stabilità : nel totale, nelle casse degli enti locali, restano bloccati 360 milioni di euro. I nodi che attanagliano il comparto delle costruzioni sono stati elencati ieri dai vertici dell'Ance durante la presentazione, nella sede cagliaritana, del rapporto 2012.
LE RISORSE Nonostante i soldi parcheggiati nei Comuni, esiste un bel gruzzolo (fondi strutturali e Fas 2007-2013) ancora da destinare allo sviluppo infrastrutturale della Sardegna. Dei 35,2 miliardi di euro indirizzati a interventi nel Mezzogiorno, circa 3 miliardi di euro sono destinati all'Isola. Ma l'avanzamento della spesa potrebbe garantire risultati migliori. Lo studio dell'Ance spiega che «a fine dicembre 2012, il livello di spesa del Programma operativo regionale Fesr 2007-2013 risulta pari a circa il 43,8%, a fronte di un target di spesa fissato dall'Unione europea nella misura del 43,3%. Il raggiungimento dell'obiettivo europeo, però, non è stato ottenuto attraverso un'accelerazione significativa della spesa bensì è dovuto all'utilizzo di un artificio contabile, quello cioè della riduzione dell'importo totale del programma, per un importo pari a circa 340 milioni di euro».
I RITARDI Il settore delle costruzioni è, in Italia, uno tra i più colpiti dal fenomeno dei ritardati pagamenti della Pubblica amministrazione. Un fenomeno che, unito alla stretta creditizia, determina una situazione di «estrema sofferenza» per le imprese che realizzano lavori pubblici. Secondo le stime dell'Ance, l'importo dei ritardi nel settore dei lavori pubblici ammonta a 19 miliardi di euro in Italia. La gravità della situazione è anche evidenziata dall'aumento della quota di imprese nazionali che denuncia lungaggini estremamente elevate: circa il 10% delle imprese lamenta pratiche ferme per più di 24 mesi (la media è otto mesi e mezzo). Le punte si concentrano principalmente nelle regioni del Sud e delle Isole, e in particolare in Sardegna, a cui seguono le regioni del Nord Ovest. Il patto di stabilità interno, segnalato dal 66% delle aziende, continua a rappresentare la principale causa di ritardo.
LA CRISI «Questa situazione», commenta Maurizio De Pascale, presidente regionale dell'Ance, «che va avanti da diversi anni, ha portato il settore in uno stato drammatico». La contrazione economica ha determinato una perdita dei posti di lavoro complessiva di 22.600 addetti negli ultimi cinque anni. «La crisi in Sardegna parte dal 2007», aggiunge De Pascale, «in Italia dal 2008, per la prima volta nella storia l'Isola è entrata in difficoltà prima delle altre regioni». Il numero di imprese edili in procedura fallimentare in tre anni è salito del 55,3%.
Lanfranco Olivieri
