«Signori, non mi aspettavo una cosa così nell'Isola. Se cambiamo qui, cambiamo l'Europa, non solo l'Italia».
IL COMIZIO L'urlo di Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, si leva alto nel cielo di Cagliari. Sono le 21 precise quando sale sul palco e il pubblico, che cresce con il trascorrere dei minuti, presto raggiungerà almeno quota 20 mila. Piazza Paolo VI, vista dall'alto, è un tappeto di teste. Qualcuno è arrivato in bici, qualche altro con lo striscione. Come il gruppo anti-Equitalia. Equitalia sì, «il braccio armato dell'Agenzia delle entrate» che il comico genovese, accolto come un messia anche nel capoluogo regionale dopo il bagno di folla sassarese, si propone di abolire: «Ha messo in ginocchio imprenditori e cittadini, basta». Il basta è esteso a tutta la politica. Tant'è che, sul finale del sermone, indicando i candidati alla Camera e al Senato, dice: «Eleggete cento di queste persone qui e apriremo il Parlamento come una scatola di tonno».
I CONTESTATORI Non mancano i contestatori. Dalle gradinate ai piedi della basilica di Bonaria appare uno striscione: “Grillo apre ai fascisti, noi no”. Sono i giovani antifascisti, che contestano al leader di M5S qualche occhiolino a Casa Pound.
I TEMI Grillo ne ha per tutti: «Berlusconi promette che restituirà l'Imu? L'ha messa Monti e lui l'ha votata. Sarebbe come credere a Coccolino». Attacca Monti sul redditometro: «Roba da Truman Show. Ci dicano loro come spendono i nostri soldi». Da qui alle bordate su Mps il passo è breve: «È il più grande scandalo finanziario dal dopoguerra. Si pubblichino i nomi di chi ha fatto lo scudo fiscale». Per Grillo «le banche non possono chiudere perché a perderci sarebbero i piccoli risparmiatori, ma Montepaschi va nazionalizzata subito e vanno messi sotto processo tutti i vertici del Pd dal 1995 e quelli di Bankitalia». Secondo il comico tutti sono coinvolti: «All'assemblea di Siena ho visto azionisti in lacrime. Quelli del cda erano impassibili, a cominciare da Profumo, uno cresciuto a pane e Pd. E poi ha voglia Napolitano, 'o guaglione , di invocare la privacy, o Bersani gargamella a dirci che ci sbrana: come, con le gengive? C'è un componente della Camera dei Lord, in Inghilterra, che si è dimesso per una multa non pagata 15 anni fa. E qui?».
LE PROPOSTE Grillo è pessimista sulla crisi: «Non c'è luce in fondo al tunnel, se c'è è un rapido che sta per travolgerci». Reddito di cittadinanza di mille euro a chi non ha lavoro, stop ai rimborsi elettorali e taglio del 70 per cento delle competenze dei politici, riforma della giustizia. Strizza l'occhio all'indipendentista Gavino Sale: «Andammo assieme a Decimoputzu, sfidò gli esattori che volevano requisire le aziende. Basta: deve cambiare e l'Italia cambierà dalle zone più povere. Le aziende entrino nelle università, la conoscenza sia aperta a tutti e il lavoro deve essere un diritto, non uno strumento di ricatto. E basta guerre: anche qui da voi ampliano le basi Usa, ma gli americani dovrebbero venire in Italia a fare campus universitari. E poi, con la crisi che c'è, non si possono fornire ai francesi le testate missilistiche per bombardare i musulmani del Mali: Al Qaeda sarebbe legittimata a bombardare il Parlamento».
Lorenzo Piras
