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L'unione sarda. «Così reinvento la Ferrari»

Ieri il designer nuorese ha incontrato gli studenti del liceo scientifico

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Soprattutto una questione di stile. Stile di vita, di studio, di obiettivi e sogni. Quello che ci vuole per costruire il proprio futuro. Lo ha ribadito anche ieri Flavio Manzoni, architetto quarantasettenne nuorese, da tre anni direttore del Centro Stile Ferrari, che ieri è tornato nel suo Liceo - lo Scientifico Enrico Fermi di Nuoro - per incontrare gli studenti delle seconde classi impegnati in un percorso di orientamento. Un incontro proficuo soprattutto per i ragazzi, che per mezzora sono stati coinvolti, qualcuno a tratti rapito, dal racconto del famoso designer passato nella sua carriera dalla Lancia, alla Fiat, alla Volkswagen e a cui dal 2010 è stato affidato il compito di disegnare il futuro della Ferrari.
IL TALENTO Ha raccontato il suo cammino, Flavio Manzoni. Un percorso iniziato da quel disegno di un'Alfa Romeo («a cui avevo cambiato i fari perché non mi piacevano») fatto in terza elementare al “Podda” e che il maestro Fadda ancora si ricorda. La tesi di laurea in architettura «fatta e costruita con il progetto di sedili basculanti, realizzati tutti con la mia mano al freddo della falegnameria dei fratelli Farris». Fino alla Enzo, la Ferrari del domani, forse l'auto più attesa nella storia della casa del Cavallino che sarà presentata a marzo nel salone di Ginevra.
L'ISPIRAZIONE In mezzo, racconta dell'ispirazione della sua terra nel caso della plancia di un'auto da lui disegnata che ha fatto riferimento al concetto di accoglienza della Mater mediterranea dell'artista oranese Costantino Nivola. Una missione, quella dell'ex studente del Fermi: dare un corpo alla frase di Enzo Ferrari: «La Ferrari più bella è quella che ancora devo costruire». Che è anche il suo sogno. Un sogno che cerca di trasmettere a chi dopo vent'anni siede negli stessi banchi da cui lui è partito. Questo è quello che racconta a una platea di ragazzi interessatissimi, ricordando e facendo proprio anche il consiglio di uno dei più innovativi e anticonvenzionali uomini del nostro tempo: Steve Jobs.
LA FILOSOFIA E alla domanda diretta della dottoressa Luisa Puggioni, «Se si ripensasse in seconda che consiglio darebbe ai nostri ragazzi», ribadisce: «Date il massimo in quello che fate ora. Interesse e curiosità». E quando Margherita chiede: «Come si fa in un mondo che spesso per l'estetica guarda al passato, al vintage, a trovare l'innovazione e il futuro?»; il direttore del Centro Stile Ferrari si illumina: «Questa è la chiave dell'epoca che stiamo vivendo, io stesso tanto tempo fa immaginavo l'auto nel 2000 come una sorta di navicella spaziale. Invece, da vent'anni nel settore si è guardato tanto al passato. Non si sognava il futuro, per questo ora è più difficile farlo». E quando Roberto chiede dei suoi sogni e se pensava di arrivare sin qui, Manzoni risponde: «Non mi considero mai arrivato. Lavoro in un'azienda che è l'orgoglio dell'Italia, ma è il punto di partenza. Il miglior progetto è quello che devo ancora fare».
Fabio Ledda

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