«L'ennesimo schiaffo alla Sardegna attraverso un atto scellerato compiuto da veri e propri banditi». Sono parole di fuoco quelle utilizzate dal deputato del Pdl, Mauro Pili, nei confronti del governo, colpevole di «aver leso il diritto alla continuità territoriale». Il “casus belli” riguarda l'emanazione di un decreto ministeriale che consente alle compagnie, che operano in regime di proroga della continuità territoriale (da e per Milano e Roma), non solo di «esercitare il traffico con aeromobili di capienza inferiore», come già previsto, ma anche di «diminuire, se necessario, il numero di frequenze». Nel documento, già pubblicato sulla Gazzetta ufficiale a firma del vice ministro dei Trasporti Mario Ciaccia, si motiva la decisione con «le mutate condizioni di mercato e la mancanza di oneri di compensazione». Pili, durante una conferenza stampa convocata ieri mattina all'aeroporto di Elmas, ha promesso battaglia al governo: «Domani mi recherò in Procura per presentare una denuncia».
AZIONE GRAVE È un vero e proprio attacco frontale quello che Mauro Pili compie nei confronti del governo accusato di aver compiuto un «atto da Stato coloniale che si muove al servizio degli affari delle compagnie aeree accogliendo, senza battere ciglio, tutte le loro istanze». La possibilità per i vettori di diminuire il numero di frequenze, «mette la Sardegna in ginocchio», ha sottolineato il deputato, «lasciandola senza continuità e senza un vero e proprio servizio di trasporto aereo». Pili, poi, ha ipotizzato una situazione concreta per descrivere le conseguenze del decreto: «Se in un Airbus 320, utilizzato attualmente per coprire le rotte, ci sono meno di 90 passeggeri, il volo rischia di essere soppresso». In futuro potrebbe verificarsi una situazione che «cancella il diritto costituzionale alla mobilità e alla parità di trattamento tra cittadini italiani ed europei», ha ribadito l'esponente del Pdl.
IL DECRETO Mauro Pili non ha risparmiato una nota polemica anche sulla firma apposta sul decreto. Infatti, «strategicamente né il ministro dei Trasporti Corrado Passera, tantomeno il sottosegretario Guido Improta, hanno firmato poiché troppo vicini ad Alitalia». Le tratte, citate nel documento del governo, sono quelle che collegano Cagliari, Alghero e Olbia a Roma e Milano e viceversa. L'atto del governo è una modifica al Decreto ministeriale 103 del 5 agosto 2008 che limitava la discrezionalità delle compagnie, all'utilizzo di aeromobili di dimensioni ridotte, senza inficiare la frequenza. «Il governo anziché tutelare la Sardegna sposa in pieno le richieste delle compagnie aeree», ha evidenziato Pili. «La diminuzione del numero delle frequenze è un atto illegale e illegittimo: si tratta di interruzione di pubblico servizio».
LA BATTAGLIA Dopo aver tracciato un quadro complessivo, Mauro Pili annuncia «una vera e propria battaglia nei confronti del governo». Un'iniziativa che non vuol essere solitaria ma chiama in causa «tutti i sardi che devono reagire davanti a questo sopruso discriminatorio nei confronti del resto d'Italia». Non manca l'appello anche alla Regione che «davanti a una malvagità giuridica, perpetrata nel più totale silenzio», ha detto Pili, «non deve appoggiare questa decisione».
LA PROTESTA Stamattina alle 10.30 ci sarà un sit-in di protesta di amministratori, cittadini e militanti del Popolo della Libertà all'aeroporto di Cagliari. Domani, invece, il deputato Pdl si recherà in Procura per «denunciare il ministro Passera e i membri del governo che abbiano avallato direttamente o indirettamente questa interruzione di un servizio pubblico».
Matteo Sau
