Sarà il quattordicesimo ricorso alla Consulta sulla vertenza con lo Stato quello che ieri il governatore Ugo Cappellacci ha annunciato da Nuoro. Il tema è ancora quello delle entrate: la Regione è in conflitto col governo perché, in un decreto legge, «introduce una clausola di totale riserva all'erario del maggior gettito fiscale derivante dall'aumento delle imposte dei carburanti fossili».
I MOTIVI Secondo il presidente della Regione, «è una palese violazione dell'articolo 8 dello Statuto». Inoltre, per Cappellacci, «le somme che sarebbero state sottratte alla Sardegna sarebbero calcolate in base a una semplice previsione di maggiori entrate derivanti dall'aumento delle imposte e non in rapporto alla cifra che sarà riscossa in concreto: questo meccanismo, poiché non è previsto un successivo intervento di compensazione, rischia di aggravare ancor di più le conseguenze di una decisione già di per sé illegittima».
LA STOCCATA La Giunta ha già deliberato di procedere col ricorso. Il governatore annuncia battaglia anche sotto il profilo politico: «Dopo l'invio dell'ufficiale giudiziario a Palazzo Chigi e il riconoscimento da parte della Consulta delle nostre ragioni sia sulle entrate che sul patto di stabilità , non solo vediamo negati i nostri diritti ma viene adottato un meccanismo per fare la cresta sulle somme che spettano ai sardi», conclude il governatore. «I rapporti tra lo Stato e la Regione dovrebbero svolgersi sul piano della leale collaborazione istituzionale, ma ancora una volta assistiamo a un tentativo di scippare le somme che spettano alla Sardegna».
REAZIONI Nel centrosinistra c'è chi, nonostante le critiche sui modi, condivide l'iniziativa nella sostanza: «Certo, è una vicenda che Cappellacci avrebbe dovuto gestire meglio, magari facendola inserire all'ordine del giorno del Consiglio regionale», spiega Luciano Uras, leader di Sel. «Detto questo sono felice che ci siano tutti questi atti per mantenere viva la vertenza nei confronti del governo: sulle entrate la conclusione è ancora lontana e non dobbiamo mollare». Sul fronte della maggioranza interviene il presidente del Psd'Az Giacomo Sanna: «Abbiamo fatto ricorso alla Consulta molte volte e spesso abbiamo vinto, il governo però non è stato conseguente. Non dobbiamo aspettarci nulla da un esecutivo che non conosce la democrazia e che ha come tratto distintivo l'arroganza».
Lorenzo Piras
