Partecipa a labarbagia.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

L'unione sarda. Blitz e tre arresti all'alba

Cellino, Contini e Lilliu prelevati a casa dagli agenti della Forestale Portati prima in via Biasi e poi rinchiusi in cella a Buoncammino

Condividi su:

Auto senza insegne, agenti in borghese, sirene spente: alle 6 di ieri mattina tre macchine con dieci agenti della Forestale stazionavano vicino ai giardini pubblici di Cagliari, altre due con cinque agenti erano pronte a Barracca Manna, una formazione analoga era schierata al Margine rosso. Nel buio che precede l'alba nessuno ha notato nulla. L'operazione è scattata simultaneamente un'ora dopo. Al citofono della villa di Massimo Cellino ha risposto un cameriere filippino: il presidente del Cagliari calcio si è presentato quasi subito, giusto il tempo di vestirsi. Di fronte ai due Forestali che gli notificavano l'ordinanza di arresto per tentato peculato e falso ideologico - in relazione alla costruzione dello stadio rossoblù a Is Arenas, nel Comune di Quartu - ha reagito con grande compostezza. «Ma sì, vado dal magistrato e racconto tutto». Come dire: non ho nulla da nascondere. Prima ancora di leggere l'ordinanza Cellino ha capito che il viaggio in montagna sarebbe saltato: aveva un biglietto per il volo da Elmas per Milano alle 13,55 di ieri. Ha preparato il caffè e lo ha offerto anche agli agenti. Quindi, senza manette, è salito sull'auto della Forestale, destinazione via Biasi.
Contemporaneamente due agenti suonavano alla porta del sindaco di Quartu Mauro Contini, al Margine rosso: ha aperto la moglie. Il marito è comparso subito dopo, in pigiama. «Questa storia è un incubo», ha commentato davanti al provvedimento del giudice. Gli agenti gli hanno consentito di far colazione prima di vestirsi per seguirli, senza manette, sull'auto che lo ha portato negli uffici della Forestale. Alle sette del mattino l'assessore alle Politiche infrastrutturali, mobilità e trasporti di Quartu, Stefano Lilliu era, invece, pronto per uscire. Ha aperto la porta ai Forestali davanti ai quali si è lasciato andare a poche parole: «Ma come mai? Io non c'entro niente».
Nella sede del Corpo Forestale i tre indagati hanno parlato coi loro difensori, convocati di gran fretta. Tutto sembrava procedere senza intoppi quando l'avvocato Guido Manca Bitti, autorizzato a un breve colloquio col sindaco Contini, ha avvertito i Forestali: «Mi sembra non stia tanto bene». Gli agenti si sono precipitati nella stanza dove Contini si era accasciato, il colorito terreo. Hanno chiamato un'ambulanza che, dalla vicina piazza Giovanni XXIII, è arrivata in due minuti. Il medico ha suggerito l'immediato trasferimento di Contini in ospedale: il sindaco è stato operato al cuore 18 mesi fa e tra due mesi dovrà tornare in sala operatoria per un intervento programmato. Ricoverato in Cardiologia al Brotzu, reparto Rianimazione, da ieri mattina è piantonato dagli agenti della Forestale. Ha comunque potuto ricevere la visita dell'avvocato Luigi Concas (oltre quella della moglie) che ha dovuto indossare un camice verde per poter entrare nella stanza. «Al di là della valutazione degli indizi, non ci sono le esigenze cautelari», commenta il penalista cagliaritano. «Contini mi ha detto che assolutamente non c'entra nulla. Ho la vaga impressione che qualcuno ignori che i sindaci non hanno poteri amministrativi ma solo di indirizzo politico. Domani Contini si sottoporrà certamente all'interrogatorio di garanzia fissato dal giudice».
Anche i difensori di Cellino, Benedetto Ballero e Giovanni Cocco, contestano l'arresto. «Non è giustificato», dice Ballero, «perché non c'è pericolo di inquinamento delle prove né di fuga. Cellino era in America da settimane ed è tornato il 2 febbraio... Qui è coinvolto perchè i magistrati dicono che non poteva non sapere, mi sembra di essere tornati ai tempi di Craxi e Di Pietro. Cellino è estraneo a tutti i fatti che gli vengono contestati».
Infine gli avvocati Mariano Delogu e Roberto Nati ripongono «la massima fiducia nella magistratura», con la convinzione che l'assessore «riuscirà a dimostrare la sua innocenza». L'architetto Lilliu, aggiunge Nati, «è sbigottito, ha fatto solo il suo lavoro», mentre Delogu si dice sicuro che «il problema si risolverà rapidamente, tutto andrà per il meglio: ho visto Lilliu in carcere, mi ha detto che il loro interesse era che il Cagliari giocasse a Quartu».
M. Francesca Chiappe

Condividi su:

Seguici su Facebook