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L'unione sarda. «Commistioni illegali»

Avrebbero cercato di dirottare sullo stadio privato del Cagliari parte dei soldi pubblici stanziati per l'attiguo cantiere pubblico

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La richiesta di arresto è stata firmata dal pm Enrico Lussu il 17 gennaio, un mese e mezzo dopo dopo le - segretissime - dichiarazioni di Pierpaolo Gessa, il dirigente del Comune di Quartu arrestato il 29 novembre 2012 insieme al suo collega Andrea Masala e all'imprenditore cagliaritano Antonio Grussu. Le accuse mosse a Massimo Cellino, Mauro Conti e Stefano Lilliu sono le stesse: tentato peculato e falso ideologico. Il movente: costruire lo stadio del Cagliari calcio a spese del Comune di Quartu. Come? Mandando al pagamento presso l'amministrazione guidata da Contini un falso stato di avanzamento per 750.000 euro in un cantiere pubblico (attiguo all'impianto sportivo) dove i lavori non sono stati mai eseguiti. Non è stato fatto il 63 per cento della viabilità né il 55 per cento dei parcheggi di scambio, non il 95 per cento della recinzione, il 79 per cento dell'impianto di illuminazione pubblica, il 75 per cento della distribuzione elettrica. Dalle carte risultava pure che tutti quei lavori erano stati terminati in 13 giorni. Invece: neanche il parcheggio tra le vie Salinieri e Beethoven era stato fatto ma semplicemente spianata la zona poi circondata da una rete metallica la cui funzione «sembra quella di delimitare l'area da quella interessata dai lavori per lo stadio». Quesi soldi non sono mai stati incassati: una microspia negli uffici del Comune di Quartu aveva svelato il trucco e gli arresti erano scattati prima.
Con un'ordinanza di 54 pagine il gip di Cagliari Giampaolo Casula spiega perché Cellino, Contini e Lilliu devono andare in carcere: sarebbero i registi dell'operazione portata a termine da Gessa, Masala e Grussu. Quest'ultimo aveva vinto un appalto da 8 milioni per realizzare - nel cantiere attiguo allo stadio finanziato con fondi del piano integrato d'area (Pia) Serpeddì-Is Arenas un mercato all'aperto - un parco giochi con impianti, un parco per l'educazione stradale per giovani, uno skate park, parcheggi di scambio e un centro-servizi. Invece, la ditta di Grussu avrebbe «lavorato quasi esclusivamente alla realizzazione degli interventi necessari alla costruzione del nuovo stadio, in totale difformità da quanto previsto nel progetto del Pia». Un impiegato del Comune, Raffaele Perra, ha riferito agli inquirenti che «all'ultimo momento venne approvato un progetto col quale si prevedeva anche la recinzione dell'area dove oggi sorge lo stadio, recinzione che, per soddisfare le sopraggiunte esigenze legate alla realizzazione dello stadio per il Cagliari, è stata realizzata in modo totalmente differente. Per le stesse esigenze è stata realizzata l'intera via Olimpia, non prevista nel progetto esecutivo Pia, mentre la cabina Enel è stata spostata».
Eppure, stando alla convenzione firmata dal Comune di Quartu, «la società rossoblù si era impegnata a realizzare a propria cura e spese le opere necessarie per adeguare l'impianto sportivo allo svolgimento delle gare di campionato. I lavori non dovevano comportare oneri né spese in carico al Comune: è a carico della società ogni ulteriore opera che si rendesse necessario realizzare». Non solo: «Al termine dei tre anni previsti dalla concessione», sottolinea il giudice, «era previsto che alcune delle migliorie conseguenti a tali lavori sarebbero dovute rimanere nella disponibilità del Comune».
Dunque, i lavori pubblici nel cantiere Pia e quelli privati per lo stadio «dovevano procedere per comparti stagni ma sono subito emerse commistioni». In particolare, nella relazione generale e nel crono-programma delle opere, «Gessa aveva attestato falsamente che il progetto faceva parte di uno più vasto di riqualificazione dell'area urbana di Is Arenas, addirittura presentando il nuovo stadio come opera pubblica chiesta dal Comune di Quartu. Si è visto, invece, che l'opera è stata richiesta da un soggetto privato come il Cagliari calcio». E ancora: stando a quel che scrive il giudice nell'ordinanza di arresto, «le commistioni risultano anche dal cartello dei lavori affisso all'esterno del nuovo stadio: la ditta di Grussu risultava incaricata dei lavori», che invece facevano capo alla Ris - Grandi impianti. Il giudice sottolinea poi che le opere eseguite dalla ditta Grussu non solo «hanno delineato un'opera completamente diversa da quella prevista dal piano Pia per l'area pubblica, ma hanno determinato anche maggiori costi che non potrebbero essere scaricati sulle casse pubbliche».
Che i lavori eseguiti dall'impresa vincitrice dell'appalto pubblico da 8 milioni fossero diversi da quelli previsti per il cantiere Pia lo ha detto anche l'ingegner Roberto Orsi, direttore operativo dei lavori nel cantiere pubblico, subentrato a lavori in corso: «Raffaele Perra mi disse che non dovevo seguire direttamente questo progetto approvato in quanto erano in corso delle varianti».
Altri testimoni hanno parlato con gli inquirenti dei lavori di montaggio e modifica dei pannelli di recinzione; del montaggio dei maniglioni antipanico dei cancelli d'ingresso; della fornitura e posa in opera di copertine in lamiera zincata per i cunicoli per il passaggio dei cavi all'interno delle cabine elettriche; dell'assemblaggio di 24 cancelletti scorrevoli lungo il perimetro dello stadio; della fornitura e posa in opera di porte interne e tagliafuoco nella tribuna centrale; del montaggio della recinzione perimetrale secondo due diverse tipologie di costruzione, una delle quali costituita da new jersey e grigliato di color verde lungo tutto il perimetro dello stadio, l'altra, in corrispondenza dei punti d'accesso ai tornelli, dove erano stati montati anche i cancelli scorrevoli e i cancelletti antipanico di emergenza, realizzata con putrelle verticali inghisate alla fondazione mediante carotaggio e colatura di mapefill, grigliato di colore verde.
Infine, gli stessi Pierpaolo Gessa e Antonio Grussu, dopo l'arresto, «hanno sostanzialmente ammesso le loro responsabilità, contribuendo alla ricostruzione della dinamica dei fatti e delle plurime responsabilità ai vari livelli».
M. F. Ch.

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