peravano che dalla riunione della cabina di regia per le politiche del lavoro si potesse avere uno spiraglio per la fine della loro vertenza. Ma l'incontro di ieri a Villa Devoto tra Cgil, Cisl, Uil, Uil Temp, Ugl e il presidente della Regione Ugo Cappellacci, l'assessore regionale al Lavoro Antonello Liori e il direttore dell'Agenzia regionale del lavoro Stefano Tunis, ha lasciato gli operatori di Csl e Cesil con l'amaro in bocca. Per adesso, gli addetti dei Centri servizi per il lavoro e dei Centri di inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati, a casa dal primo gennaio, manterranno il presidio, attivo da 18 giorni, sotto il palazzo di viale Trento.
LA PROTESTA Ieri mattina, armati di fischietti, con il volto coperto da maschere bianche, circa 100 operatori di Csl e Cesil si sono diretti in corteo da viale Trento a Villa Devoto. Al termine della riunione i segretari regionali della funzione pubblica della Cgil Nino Cois, della Cisl Davide Paderi, della Uil Temp Abderazak Chabaani e il segretario confederale della Uil Terenzio Calledda hanno espresso un giudizio negativo. Nel pomeriggio i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Temp hanno firmato un documento dove si chiede «un incontro ai capigruppo del Consiglio regionale, per ribadire l'applicazione delle leggi regionali». Cois, Paderi e Chabaani chiariscono che per il presidente e l'assessore Liori «l'unica strada per la ripresa del servizio e dei contratti sarebbe la modifica della legge regionale numero 20 del 2005, ossia un nuovo disegno di legge presentato dalla Giunta nei prossimi giorni».
I NODI Il problema è rappresentato dalle norme regionali. «Da un lato Province e Comuni hanno evidenziato numerosi vincoli negativi», è scritto nella nota dei sindacati, «dall'altro però la Regione, in base alla legge regionale 25, ha un ruolo anche attivo, strategico e di fatto sostitutivo». Per Liori «l'unica soluzione è far esaminare dal Consiglio il disegno di legge che ho presentato per la riorganizzazione del servizio. Darò esecuzione al mandato del Consiglio per il trasferimento dei fondi dalle Province all'Agenzia regionale del lavoro». Luciano Uras, consigliere regionale di Sel si aspetta un rientro immediato a lavoro degli operatori perché «il Governo ha già esaminato la legge regionale 25 sul piano della legittimità costituzionale, senza sollevare eccezioni». Sulla stessa linea il consigliere Pd, Gavino Manca: «Il Consiglio ha già fatto la sua parte, approvando l'articolo 9 della legge regionale del 17 dicembre 2012 e l'articolo 5 della legge regionale del 6 febbraio 2013».
Eleonora Bullegas
