Una carta d'identità elettronica per gli agnelli sardi con il marchio di Indicazione geografica protetta. Arriverà nei prossimi mesi, dopo la sperimentazione che sarà attuata a marzo, in occasione delle festività pasquali. È questo l'esito dell'incontro del Comitato tecnico, composto da dirigenti, funzionari e tecnici di Regione, Laore e Consorzio di tutela dell'Agnello Igp e rappresentanti dei macellatori, che si è tenuto ieri a Cagliari, nella sede all'assessorato dell'Agricoltura.
LA SPERIMENTAZIONE I tecnici e i rappresentanti degli allevatori e dei macellatori hanno messo a punto una procedura che sarà utilizzata in tutta l'Isola. La sperimentazione partirà subito in un centro di macellazione di Bortigali. Gli agnelli verranno segnati con una targhetta elettronica che riporterà tutti i dati dell'animale, dalla sua nascita fino al peso. «Con la targhetta elettronica, ci sarà una macchina, nel mattatoio, che leggerà in modo veloce i dati dell'agnello», spiega Battista Cualbu, presidente regionale di Coldiretti, «se la sperimentazione funzionerà , sarà poi estesa a tutta l'Isola in vista della campagna natalizia di macellazione», grazie a un bando promosso dalla Regione a maggio. Tutto questo per superare il fatto che la procedura, fino ad ora, era piuttosto complessa e metteva in croce soprattutto i macellatori, che quindi finivano per non certificare gli agnelli Igp.
L'ASSESSORE Nei prossimi mesi, dunque, sarà possibile identificare la totalità degli ovini sardi allevati e macellati secondo un disciplinare molto severo che ha lo scopo di garantire i consumatori sulla provenienza degli agnelli. «È una strada essenziale», afferma l'assessore dell'Agricoltura Oscar Cherchi, «per arrivare ad offrire ai consumatori, la possibilità di scegliere consapevolmente cosa portare sulle loro tavole». ( g. d. )
