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L'unione sarda. Gli Urthos e i bambini

FONNI. Ieri l'iniziativa dell'associazione delle maschere tradizionali

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L'associazione culturale “Urthos e Buttudos” di Fonni ha organizzato un incontro con i ragazzi delle scuole del paese per avvicinare i giovani alle tradizioni locali. La cultura si produce non solo con la rappresentazione ma anche attraverso la presentazione dei suoi contenuti.
«È stata un'esperienza straordinaria - spiega Giambattista Balloi, presidente dell'associazione -. Diversi bambini hanno il terrore delle maschere, del loro aspetto, e quando assistono alle sfilate capita che fuggano, mettendosi a piangere. Abbiamo chiesto di poter entrare nelle scuole anche per questo motivo: la conoscenza combatte la paura e ti offre gli strumenti per capire aspetti che appartengono alla nostra cultura, tra storia e tradizione. I bambini hanno mostrato interesse per il nostro racconto. Abbiamo spiegato quali sono gli elementi che caratterizzano il nostro Carnevale, l'origine del rito, ci siamo vestiti davanti a loro e li abbiamo resi partecipi». L'iniziativa è stata accolta con entusiasmo anche dalla preside dell'Istituto, dagli insegnanti e dai genitori. «La nostra speranza è quella che incontri di questo tipo - prosegue Balloi - possano avere una continuità nel tempo. Divulgare e valorizzare le tradizioni significa garantire un futuro al nostro passato». L'associazione organizza da anni la sfilata delle maschere etniche nel centro più alto della Sardegna: le antiche maschere fonnesi, S'Urthu e sos Buttudos, rappresentano la lotta quotidiana dell'uomo contro gli elementi della natura. Nel corso delle loro esibizioni, i componenti del gruppo animano il passaggio con forte esuberanza. Si arrampicano ovunque, sugli alberi e sui balconi delle case, creando movimento e attenzione tra i presenti.
R. Ta.

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