I suoi occhi avevano il colore della luce e ieri si sono chiusi per sempre. Zia Rosa Frau, la nonnina di Sardegna, è morta nella sua casa di Ovodda a 111 anni. Un viaggio lunghissimo, che ha attraversato la piccola storia della sua comunità a fianco dei grandi eventi che hanno scritto le pagine del mondo: dalle grandi guerre ai mutamenti che hanno determinato i destini dell'umanità. Resta, per tutti coloro che l'hanno incrociato, il ricordo di un sorriso impresso nel suo volto gentile e leggermente segnato dal tempo.
IN SILENZIO Ha ritenuto opportuno non disturbare, fino alla fine: anche ieri, come sempre, si è svegliata di buon mattino per raccogliersi in preghiera e recitare il suo rosario. Dopo aver pranzato, nel silenzio, si è congedata dal mondo con il suo carico di serenità e di affetti coltivati. In casa c'erano la figlia Maria e il genero. Il paese che le ha dato i natali vive un momento di grande emozione: per tutti era il simbolo di una “resistenza”, ma anche il ritratto di modo di vivere sano, lontano dagli eccessi, protetto da uno stile di vita che ha fatto di questo centro un luogo di attenzione anche per gli studiosi che si interrogano sui segreti della longevità.
LA GIOIA E IL LUTTO Rosa Frau è nata nel 1901. all'alba del secolo scorso. È stata sposata con Elìa Cuga, tziu Colonello, con il quale ha messo al mondo quattro figli, tre femmine e un maschio. Ha conosciuto lo strazio del dolore quando quest'ultimo è morto da ragazzo, in Francia, lontano dalla sua casa, immersa nel verde. La nonnina dei sardi non ha mai varcato la soglia di un ospedale e solo a 99 anni, attraverso un comune prelievo, ha scoperto a quale gruppo sanguigno apparteneva. Nel ricordo di tutti zia Rosa rimane una donna gentile e dal carattere buono. A chi le chiedeva chi erano i destinatari delle sue preghiere senza fine lei rispondeva: “Dio sa bene a chi servono”. In occasione dell'ultimo Natale, pochi mesi fa, la nonnina centenaria aveva rivolto il suo pensiero alla Sardegna augurando «salute e lavoro per tutti».
SCIENZA E VITA Zia Rosa è stata depositaria di un segreto che da anni l'Università di Sassari cerca di scoprire e svelare attraverso un codice genetico. Il professor Luca Deiana, con il progetto Akea (A kent'annos), aveva instaurato un buon rapporto di frequentazione con zia Frau, che si era lasciata esaminare più volte, per offrire elementi utili alla ricerca. «Era una persona di grande ottimismo dettato da una fede incrollabile - ricorda il professore, con emozione - una mattina di qualche anno fa, aveva compiuto da poco 108 anni, siamo stati a casa sua con alcuni responsabili della Bbc e di Super Quark. Dopo aver subito un prelievo di sangue, una raffica di domande, una serie di esami, era uscita sul balcone di casa dove si trovavano due signori di 75 anni. Con fare naturale, zia Rosa li ha presi sotto braccio e ha iniziato a cantare e a ballare sui versi che lei stessa intonava e cadenzava. Era una grande donna. Il suo ricordo mi accompagnerà per tutta la vita».
IL SINDACO Cristina Sedda ha avuto una particolare attenzione per i centenari che hanno acceso su Ovodda un riflettore mondiale. Ha commentato la notizia del giorno con commossa partecipazione: «Con zia Rosa se ne va un pezzo della nostra memoria, quella che ha conservato più a lungo il sentire ovoddese. È un momento triste, perché le volevamo bene, ma anche sereno, perché la sua è stata una bella vita».
COME UN FIORE In centinaia hanno riversato sulle pagine di Facebook un pensiero per la nonnina di Ovodda. Qualcuno ha scritto: «Se n'è andata in silenzio, senza disturbare. Come un fiore che la notte si chiude».
Roberto Tangianu
