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L'unione sarda. «Era stato minacciato Vogliono imbavagliare il nostro movimento»

Cristina Puddu, legale del leader indipendentista

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Anche in quel primo giovedì di Quaresima Doddore Meloni era in Tribunale per uno dei suoi 20 e forse più processi che da qualche tempo occupano il suo tempo di pensionato per l'anagrafe e di sardo-indipendetista per passione e calcolo politico. Col presidente della libera repubblica di Malu Entu e del movimento “Meris in dommu nosta” c'è Cristina Puddu l'avvocato che lo segue in politica (è capolista al Senato). Lo segue passo passo nelle sue vicende giudiziarie lunghe da qui fino a Bruxelles, Nazioni unite e Corte europea per i diritti dell'uomo dove giocano l'ultima carta per ottenere il referendum per la Sardegna indipendente che i tribunali dell'Isola avevano a più riprese negato. Giovedì, dunque, la notizia del sequestro firmato da “I Guardiani della Nazione”. Una brutta mazzata improvvisa e inaspettata anche per il legale che l'aveva salutato poche ore prima.
Non si è accorta di qualcosa che potesse turbare il presidente di Meris?
«Niente, Doddore Meloni mi è parso assolutamente tranquillo. Si era discusso delle vicenda giudiziaria, di politica. Le solite cose insomma. Se avesse avuto timore di altro forse me ne sarei accorta».
Lei lo conosce bene. Che idea si è fatta del sequestro.
«Difficile dirlo perché niente faceva immaginare una svolta così inquietante. Si tratta di un fatto molto grave. Ripeto, l'ho visto di mattina e tutto sembrava procedere come sempre. Ho saputo della scomparsa di Meloni alle cinque del pomeriggio e sono rimasta enormemente sorpresa. Adesso si tratta di capire meglio».
Cioè?
«Le forze dell'ordine sono al lavoro con scrupolo e professionalità. Posso solo dire che Doddore Meloni in passato aveva ricevuto minacce e questo è un elemento».
Minacce legate alla sua attività politica?
«A me pare che tutto sia da legare proprio all'attività politica di Meloni, al suo modo di proporsi magari oltre i soliti canoni e gli schemi consueti».
Insomma, politicamente sgradito.
«I soggetti che avrebbero compiuto il sequestro nel documento ritrovato chiedono il ritiro delle liste Meris in dommu nosta e dei candidati. Una sorta di ricatto, così viene definito, che dallo stesso movimento viene rifiutato. Doddore Meloni ripeteva che qualunque cosa gli fosse successo si doveva andare avanti e così sarà».
Un movimento che cresce e fa paura. È così?
«Il movimento è in forte crescita. Ormai si sta radicando fortemente nel territorio e sta ricevendo sempre più consensi attorno al progetto indipendentista voluto da Doddore Meloni e da lui portato avanti con grande coraggio e determinazione. Sono convinta che niente nasca per caso e anche quest'ultima vicenda secondo il mio parere si riconduce all'attività politica del presidente del Movimento. Siamo tutti in apprensione, aspettiamo notizie positive».
Per ora silenzio assoluto.
«Solo silenzio. E più passano le ore e più cresce la paura e l'angoscia per un uomo che combatte per un'idea e che lotta per il bene della Sardegna».
Antonio Masala

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