La serata a Terrapadedda, piccola frazione di San Teodoro, è stata segnata dal sangue. Una fucilata a pallettoni ha fulminato Dino Asproni, 40 anni, barista originario di Bitti, ferito a morte tra le braccia della sua convivente sull'uscio di casa. È accaduto verso le 19 di ieri sera quando il sicario è entrato in azione. Dino Asproni, titolare del bar Ichnos, locale situato nel centro di San Teodoro, sta rientrando nella sua abitazione, all'interno di un piccolo ed elegante complesso residenziale, situato ai margini della piccola frazione gallurese, in via Mastrulugliu. Dopo aver parcheggiato la sua auto nel piazzale del residence, ha percorso una piccola scalinata che porta verso la sua abitazione, al primo piano di una palazzina a schiera.
IL DELITTO Ha fatto in tempo a bussare alla porta quando il killer, probabilmente appostato da tempo nelle vicinanze, aiutato dal buio è riuscito ad avvicinarsi alla vittima il tanto necessario per freddarlo a colpo sicuro. Una singola fucilata ha raggiunto il barista alla testa qualche attimo prima che la sua convivente, Sara Mossa, aprisse la porta per far entrare il suo uomo in casa. Dino Asproni è caduto tra le braccia della donna che, presa dal terrore, è riuscita a malapena ad adagiarlo sul pavimento, per poi dare l'allarme.
I primi ad arrivare sono stati i medici del 118 che hanno provato a soccorrere l'uomo, ma ogni tentativo di strapparlo alla morte è stato inutile. Dino Asproni non è riuscito più a riprendere conoscenza.
IL TERRORE La notizia ben presto è diventata di domino pubblico facendo ripiombare il paese nel terrore. L'omicidio di ieri segue infatti quello di Luigi Contena, freddato con due fucilate lo scorso 3 ottobre nel centro gallurese. Un delitto misterioso messo a segno in pieno giorno in una delle vie principali di San Teodoro. L'unico collegamento accertato tra i due omicidi è che entrambe le vittime possedevano un bar.
LE INDAGINI Da Bitti in poco tempo sono arrivati i parenti di Asproni e quelli della sua compagna. Intanto a Terrapadedda sono arrivati anche i carabinieri della tenenza di Teodoro, cui fanno seguito i colleghi della compagnia di Siniscola. Il piccolo complesso residenziale in pochi attimi diventa off limits e i militari coordinati dal tenente Andrea Senes hanno effettuato una serie di accertamenti per scovare ogni più piccolo indizio che possa essere utile per le indagini. Da Nuoro intanto giunge anche il sostituto procuratore Laura Taddei, che sente la compagna Sara Mossa e alcuni amici.
I PRECEDENTI L'uomo aveva alcuni precedenti penali e per questo gli inquirenti hanno iniziato a scavare nel suo passato. Nel 2002 era stato arrestato, dopo 10 mesi di latitanza, per una rapina messa a segno l'8 ottobre dell'anno precedente alla banca Carige di Olbia. Nei suoi confronti pendeva un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Tempio e i carabinieri lo sorpresero in un ovile di Marreri, nelle vicinanze di Nuoro. Per la rapina venne poi processato e condannato a sei anni di carcere. C'è però anche un altro episodio di sangue che in qualche modo attira l'attenzione degli inquirenti. Si tratta dell'omicidio di Sebastiano Bandinu, cugino di Dino Asproni, ucciso nel cuore della notte del 24 aprile del 2008. I killer lo colpirono sparando attraverso una finestra della casa di Costa Caddu, altra località fuori dal centro abitato di San Teodoro. Delitto che è sempre rimasto senza colpevoli. Gli investigatori per ora non si sbilanciano, tenendo il massimo riserbo sulle indagini, anche se appare più che plausibile che i carabinieri stiano puntando proprio su queste due piste per far luce sul possibile movente che ha armato il sicario.
Fabrizio Ungredda
