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L'unione sarda. Internet per tutti, 900 milioni

Il ministero dello Sviluppo ha promosso bandi per ridurre il digital divide

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Portare una connessione a Internet degna di questo nome a tutti i cittadini italiani. Un obiettivo che l'Italia insegue da tempo e che adesso sembra finalmente a portata di mano, con il lancio dei bandi per 900 milioni (di cui 237 privati) annunciati dal ministero dello Sviluppo economico e da quello della Coesione territoriale. Un'iniziativa che coinvolgerà un totale di oltre 7 milioni di cittadini, tra l'impegno per arrivare a 2 mega per tutti e quello di accelerare lo sviluppo della banda ultralarga (da 30 a 100 mega) per circa il 40% dei residenti in Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Sicilia.
BANDA LARGA Il Piano nazionale banda larga era nato nel 2008 con l'obiettivo di raggiungere gli 8 milioni di cittadini esclusi dal servizio poiché residenti nelle aree a fallimento di mercato o anche di difficile copertura per problemi tecnici. Finora ha portato Internet di base a 4 milioni di cittadini (e per 1,2 milioni i lavori sono “in corso”), ma ha anche incontrato molte difficoltà per i soliti problemi di bilancio, che hanno visto apparire e scomparire i fondi necessari in più di un'occasione.
LE RISORSE Con questi ultimi bandi, finalmente, dovrebbero essere raggiunti i residui 2,8 milioni di italiani sprovvisti di connettività e residenti in 3.600 località sparse un po' per tutto il Paese (la regione più in difficoltà è il Molise, con il 20% di persone “scoperte”). Stando alle tabelle fornite dai due ministeri, per il digital divide verranno impiegati circa 353 milioni di euro tra fondi Mise, fondi regionali e fondi Pac, a cui deve corrispondere il contributo privato di almeno il 30%. Il piano per la banda ultralarga nel Sud, invece, vede uno stanziamento (tra pubblico e privato) pari a 547 milioni circa: la parte del leone la farà la Calabria con 126 milioni, seguita dalla Campania con 122 milioni e dalla Sicilia con 75 milioni. Alla Basilicata andranno circa 54 milioni e al Molise 4 milioni.
LAVORO I comuni collegati saranno 179, per 1,64 milioni di unità immobiliari. La spinta, in ogni caso, non sarà solo all'innovazione, ma anche all'economia. Secondo i due ministeri, infatti, questo progetto promette di dare ossigeno all'occupazione, con 5 mila nuovi posti di lavoro, e alla crescita, con un contributo di circa 1,3 miliardi di euro al Pil. «Oggi», hanno commentato i ministri Corrado Passera e Fabrizio Barca, «facciamo un passo in avanti fondamentale per lo sviluppo del Paese, contribuendo ad azzerare il divario digitale e dotando il Mezzogiorno della banda ultralarga. Era un impegno importante che abbiamo assunto con il recepimento dell'Agenda Digitale Europea e che siamo riusciti a mantenere».

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