«Sono innocente e se devo restare in carcere ci resto anche un anno, i domiciliari non mi interessano». Alle 18,30, dopo otto ore e mezzo di interrogatorio di garanzia nel carcere cagliaritano di Buoncammino, Massimo Cellino sembra non aver fretta. Al punto che gli avvocati Benedetto Ballero e Giovanni Cocco formulano, sì, la richiesta di revoca della misura cautelare ma rinviano a domani il deposito delle motivazioni. Così, il pm Enrico Lussu è sollevato dall'esprimere subito un parere.
Intanto, a sorpresa, la difesa di Cellino sollecita la secretazione del verbale d'interrogatorio: 35 pagine controllate e corrette una per una in due infinite ore, poiché le stenotipiste non sono riuscite a star dietro all'incontenibile patron rossoblù.
Arrestato giovedì per tentato peculato e falso ideologico in relazione alla costruzione dello stadio a Is Arenas, nel Comune di Quartu, ieri il presidente del Cagliari era un fiume in piena. Ha parlato a dirotto, rispondendo alle domande prima ancora che il gip Giampaolo Casula finisse di formularle. Solo il continuo bisogno di fumare ha interrotto, più e più volte, l'interrogatorio-fiume durante il quale Cellino ha parlato della vicenda di Quartu e pure dell'antefatto di Elmas. Ma non solo. Dopo aver scaricato le responsabilità di quanto successo a Is Arenas sui due dirigenti comunali Pierpaolo Gessa e Andrea Masala e sull'impresario Antonio Grussu, arrestati il 29 novembre dello scorso anno; dopo aver negato con decisione le minacce di cui ha parlato Gessa; dopo aver dichiarato di non sapere nulla dei lavori che l'impresa Grussu ha fatto nel cantiere dello stadio; dopo aver negato ogni accordo illecito col sindaco di Quartu Mauro Contini, il patron rossoblù ha parlato di tante altre vicende. Cellino ha fatto riferimenti precisi a fatti concreti con tanto di nomi e cognomi, episodi che nulla c'entrano con questa inchiesta ma che sono stati comunque verbalizzati. Forse è proprio per questo motivo che la difesa ha sollecitato la secretazione del verbale d'interrogatorio. Impossibile saperne di più. Sembra, però, che fuori verbale, durante una pausa, Cellino abbia citato pure Sergio Porcedda, l'imprenditore cagliaritano arrestato di recente per bancarotta, protagonista di una fugace avventura col Bologna calcio.
Non è stato un interrogatorio semplice: la voglia di scrollarsi di dosso ogni accusa portava Cellino a sovrapporsi perfino ai suoi difensori. Comunque sia: ha risposto a tutto, non si è tirato indietro davanti a nessuna domanda, neppure le più insidiose, quelle che chiedevano conto di alcune imbarazzanti intercettazioni. Cellino ha ricostruito la vicenda Is Arenas affermando di non essere coinvolto nei reati che gli vengono contestati. E allora, non ha mai saputo nulla del falso stato di avanzamento dei lavori pari a 750.000 euro che (secondo l'accusa) Grussu, d'intesa con Masala e Gessa stavano mandando all'incasso presso il Comune di Quartu dopo aver lavorato allo stadio del Cagliari invece che nell'attiguo cantiere pubblico. I soldi Cellino li ha spesi di tasca: 9 milioni invece dei 4 previsti. E ha pure portato le carte a dimostrare la totale trasparenza dell'operazione. Contini, infine, suo amico da sempre: ha negato con decisione che l'autorizzazione per costruire lo stadio a Quartu fosse un risarcimento dopo il fallito analogo tentativo nel comune di Elmas.
Cellino ha parlato anche del progetto iniziale e delle difficoltà che lo hanno costretto a rinunciare dopo i contenziosi civili e amministrativi attivati da Sogaer ed Enac sui terreni di Santa Caterina, acquistati per sei milioni di euro con l'intermediazione dello stesso Contini. E prima di finire ha avuto un pensiero per la sua squadra: «A Pescara deve vincere».
Quanto al sindaco di Quartu, sarà interrogato domani, alle 9, all'ospedale Brotzu dov'è piantonato dal 15 febbraio, dopo il malore che lo ha colto poco dopo l'arresto. Gli avvocati Luigi Concas e Guido Manca Bitti lo hanno già annunciato: Contini si sottoporrà all'interrogatorio di garanzia. E allora la decisione sulla scarcerazione di Cellino non potrà arrivare prima di lunedì sera, forse addirittura martedì.
M. Francesca Chiappe
