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L'unione sarda. Lo stadio con negozi e beauty farm che nacque nel 2008 con il sì di tutti

Il progetto fu al centro della campagna elettorale del Pd nel 2010

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Un nuovo stadio a Is Arenas non è un'idea nata con l'amministrazione Contini. La Giunta comunale di centrosinistra guidata dal Democratico Gigi Ruggeri, il sindaco che ha preceduto l'esponente del centrodestra in via Porcu, ne aveva ipotizzato la costruzione nel “Piano strategico 2020” concepito nell'ottobre del 2008.
Un'idea, non ancora un progetto definito, a cui la maggioranza di centrosinistra, tuttavia, credeva molto. Tanto che l'impianto compare in un video mostrato da Ruggieri in campagna elettorale tra immagini del Poetto, fenicotteri, nuraghi, musei e metropolitane leggere, ed è stato al centro di una conferenza stampa convocata per presentare il progetto il 9 aprile del 2010
STADIO E CENTRI BENESSERE Lo stadio rappresentato nel disegno realizzato al computer avrebbe dovuto avere quattro tribune e altrettante torri per ospitare diverse attività, tra cui centri benessere, pizzerie, palestre e negozi. La copertura delle tribune era prevista con strutture in acciaio ed elementi fotovoltaici. Uno stadio per il calcio, senza pista di atletica, che sarebbe dovuta essere realizzata altrove, in zona “Sa Cora”. Lo studio di fattibilità era pronto ed a realizzarlo era stato Pierpaolo Gessa, il dirigente dei Lavori pubblici arrestato a novembre con l'accusa di tentato peculato e falso, assieme al collega Andrea Masala (entrambi ora sono ai domiciliari). In assenza di fondi per realizzarlo, Ruggeri aveva annunciato che si sarebbe fatto ricorso ad un project financing. Il costo previsto - informò l'ex sindaco - era di dodici milioni di euro di cui imprenditori privati (da individuare) si sarebbero dovuti far carico in cambio di una concessione di 25 anni. Il nuovo Is Arenas si sarebbe dovuto inserire in una zona completamente rinnovata tra un Parco dell'educazione stradale, una skate park, un mercatino rionale, un centro servizi e il parco urbano. «Per realizzare tutto ci vorrà circa un anno», disse Ruggeri durante la conferenza-stampa, aggiungendo un elemento interessante: «C'è già l'interessamento di qualche gruppo imprenditoriale», disse. «La città ha bisogno di uno spazio da utilizzare anche per i grandi eventi», concluse il primo cittadino del Pd auspicandone la realizzazione.
RESPONSABILITÀ POLITICHE Insomma, se le responsabilità penali attuali sono tutte da verificare, quelle politiche - se ce ne sono - sembrano quanto meno da condividere tra centrodestra e centrosinistra. Se è vero che i vincoli ambientali erano già presenti - il Piano paesaggistico regionale è del 2006, la convenzione di Ramsar del 1971, solo per citare alcune norme - evidentemente le amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi dieci anni hanno condiviso la convinzione che lì uno stadio si potesse, anzi si doveva, fare. Tanto che l'impianto era previsto in tutti gli strumenti urbanistici adottati dal Comune.
Fabio Manca

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