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L'unione sarda. Pac, nuova sfida per la Sardegna

L'appello di Coldiretti a «fare squadra». In palio i 36 miliardi dell'Italia per il 2014-2020

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La Politica agricola comune (Pac) è una delle chiavi di volta per il rilancio della Sardegna. Il momento della distribuzione delle risorse si sta avvicinando. Per Coldiretti, «oggi bisogna fare squadra per ottenere, in termini di aiuti, il massimo possibile». Fra il 2007 e il 2013 nell'Isola sono arrivati 1,12 miliardi.
L'ACCORDO L'8 febbraio scorso, l'accordo raggiunto in Consiglio europeo ha definito le risorse per l'Italia: per il 2014-2020 sul piatto ci sono 36 miliardi, il 6% in meno rispetto alla programmazione 2007-2013. «Entro quest'anno, attraverso una Conferenza Stato-Regioni, andrà fatta la distribuzione regionale degli aiuti che si traducono in premi diretti in base agli ettari coltivati», commenta Luca Saba, direttore regionale di Coldiretti, che ieri ha organizzato a Cagliari un convegno sul tema, «ma se alla Conferenza andremo tutti uniti con una proposta, la Sardegna, dalla nuova Pac, potrà addirittura guadagnarci».
GLI OBIETTIVI Per Battista Cualbu, presidente regionale di Coldiretti, occorre lavorare per creare «una Pac a misura di Sardegna, in un'ottica di connessione fra agricoltura, turismo e artigianato. Dobbiamo arrivare a una “new economy” incentrata sull'enorme ricchezza paesaggistica dell'Isola e sulle sue produzioni tipiche».
I TAVOLI Ma per raggiungere questi obiettivi, secondo Coldiretti, la Sardegna ha due tavoli su cui giocare le proprie carte: «Il primo», spiega Saba, «è quello della Conferenza Stato-Regioni, dove saranno decisi i criteri per la regionalizzazione degli aiuti diretti. E non sarà un problema da poco», avverte il direttore di Coldiretti. La nuova Pac, infatti, stabilisce la necessità di un'omogeneizzazione del livello medio dei pagamenti fra i territori dei Paesi beneficiari, al fine di ridurre le attuali disparità del sostegno finanziario. Luca Saba non ha dubbi: «Se la Sardegna, con una collaborazione fra associazioni, enti locali e Regione, riuscisse a tracciare un percorso di regionalizzazione che ci veda “accoppiati” a Regioni con premi più elevati, come quelli della Lombardia, allora potremmo registrare un sostanziale incremento dei contributi per gli agricoltori isolani».
I PSR Il secondo tavolo è quello del partenariato nazionale, organismo decisivo nella declinazione delle strategie comunitarie nei diversi Psr regionali (i Programmi di sviluppo rurale). «Anche in questo caso», conclude Saba, «sarà essenziale proporre un'unica visione agricola sarda, da attuare poi nella redazione del nuovo Psr 2014-2020». Insomma, per Coldiretti è arrivato il tempo di attivare «un coordinamento fra Regione, Università, Comuni e associazioni che tracci una proposta in grado di influenzare le decisioni sulla spesa dei fondi comunitari agricoli nei prossimi sette anni».
Lanfranco Olivieri

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