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L'unione sarda. Zona franca, doppio sì

Proposta da Ovodda: «Condizioni speciali per le zone interne»

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Il Comune di Ovodda ha aderito all'istituzione della zona franca in Sardegna e al Fiocco Verde, l'Agenzia sarda per le entrate. Il sindaco Cristina Sedda, nel corso di una seduta del Consiglio, ha posto l'accento su quella che viene considerata una scelta di responsabilità: «La zona franca rappresenta oggi l'unica soluzione concreta per uscire dalla crisi, una possibilità che potrebbe garantire alla nostra Isola una ripresa decisa sul piano dell'economia». L'iniziativa nima la discussione, crea diversità di opinioni e scontri tra posizioni differenti a livello istituzionale. Sono oltre 200 le amministrazioni comunali che hanno già deliberato a favore dellazona franca, mentre la decisione approvata da Ovodda va ad aggiungersi ai circa 40 Comuni che si sono già espressi per la gestione delle entrate fiscali da parte della Regione. Franco Moro, consigliere di maggioranza e imprenditore nel settore del sughero, ha sottolineato l'importanza dell'attivazione della zona franca in Sardegna evidenziando alcuni aspetti: «Dobbiamo fare un'analisi attenta del territorio in cui viviamo - afferma l'amministratore di Ovodda - e pretendere che la Barbagia rientri nella zona franca ma con particolari concessioni. Le comunità del centro Sardegna si trovano in una situazione di svantaggio rispetto ad altri centri dell'Isola. Gli esempi della repubblica di San Marino e dello stato di Andorra possono indicare la via: non hanno sbocchi sul mare ma programmi di esenzione studiati ad hoc permettono alle imprese di vivere e all'economia di camminare». ( r. t. )

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