Il divieto di colloqui è stato deciso dal gip ma non è usuale. Quando l'imputato arrestato viene isolato solitamente si vuole evitare che concordi una versione addomesticata coi complici. Ma non sembra questo il caso. Piuttosto, considerata la giovane età di Pierpaolo Contu, 23 anni, il provvedimento sembra un invito alla riflessione.
Il giovane di Gavoi in questi giorni ha potuto leggere l'atto che elenca le prove raccolte dalla Polizia e dai magistrati della Direzione distrettuale di Cagliari che hanno coordinato le indagini.
Del resto, nell'ordinanza di custodia cautelare il giudice è stato molto chiaro: Pierpaolo Contu aveva un «atteggiamento quasi servile nei confronti di Francesco Rocca», che gli avrebbe promesso la casa del delitto o 250.000 euro come ricompensa per l'uccisione della moglie. «Il dentista chiamava il ragazzo negli orari e per gli incarichi più disparati: le ricariche telefoniche, la sostituzione delle gomme della sua auto. Contu si mostrava sempre disponibile, con atteggiamento quasi servile, anche in circostanze particolarmente delicate. Come quando, il 21 febbraio 2010, era stato addirittura incaricato da Rocca di controllare la ex amante per verificarne la presenza in un locale di Gavoi. Non solo: nell'agosto 2010 il vedovo ha utilizzato un'utenza telefonica intestata al giovane compaesano per interloquire riservatamente con una ragazza di origine calabrese con cui aveva allacciato una relazione sentimentale». (mfch)
