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L'unione sarda. Assessorati, rimpasto nel freezer

Stallo sull'azzeramento. Riformatori, Udc e Psd'Az all'attacco

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L'azzeramento è un po' in stallo: per oggi continua a riunirsi la Giunta “vecchia” (alle 9.30, ordine del giorno ridotto all'osso), il gioco delle sedie non è ancora iniziato. Altro che blitz: a rallentare Ugo Cappellacci (che oggi dovrebbe incontrare il gruppo consiliare del Pdl) sono i malumori degli alleati.
A partire dal Psd'Az: il capogruppo Giacomo Sanna precisa che, dopo il consiglio nazionale di sabato, l'uscita dalla Giunta «non è un'ipotesi ma una certezza». Quanto al fatto di restare in maggioranza, «verificheremo la possibilità di dialogo sui programmi, con tre priorità: patto di stabilità, sistema creditizio, zona franca».
RIFORMATORI Sulla scia dei sardisti, ieri anche Riformatori e Udc hanno lanciato avvertimenti espliciti. «La nostra permanenza in Giunta - dice il leader riformatore Michele Cossa dopo la riunione del coordinamento regionale - dipende unicamente dagli impegni reali, e scadenzati da tempi da rispettare, che presidente e coalizione prenderanno sulle riforme e sull'attuazione dei referendum (abolizione delle Province e dei cda, Costituente)».
Obiettivi ancor più urgenti dopo che le Politiche hanno rivelato che «la gente non ne può più, vuole il cambiamento». Cappellacci si è già impegnato, «ma attendiamo di capire l'intendimento delle altre forze», aggiunge Cossa: «Le leggi si approvano se c'è una maggioranza che le vota. Senza questo impegno i Riformatori non staranno nell'esecutivo».
UDC Nel comitato regionale dell'Udc, invece, il segretario Giorgio Oppi ha visto confermata la sua linea che punta a rafforzare l'autonomia del partito da Roma (domani volerà nella capitale proprio per discutere questi aspetti). Ma si è ribadita anche la richiesta a Cappellacci di modificare gli assessorati dello scudocrociato. Pare che qualcuno abbia addirittura ipotizzato l'appoggio esterno.
I NOMI L'Udc, determinante per la Giunta, non dice quali deleghe gradirebbe, ma certo c'è la Sanità. Oppi però non dovrebbe rientrare nell'esecutivo. Potrebbe uscirne Sergio Milia, forse per Nello Cappai, non necessariamente all'Istruzione. Si parla anche di uno scambio Enti locali-Industria tra Nicola Rassu e Alessandra Zedda.
Oppi e i suoi non vogliono Giorgio La Spisa, neppure al Turismo in quota Riformatori al posto di Luigi Crisponi. Di certo La Spisa non resterà al Bilancio: come successore si aggiunge il nome di Franco Manca a quelli, già circolati, di Pietro Pittalis e Antonello Melis. Al Lavoro andrebbe allora Mariano Contu, o Angelo Stochino. A meno che non resti Antonello Liori: era dato per uscente, come Mario Floris (Riforme), ora invece entrambi hanno qualche chance. La nascita in Consiglio del gruppo Fratelli d'Italia rafforzerebbe Liori, ma per ora non c'è nulla di concreto.
Giuseppe Meloni

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