In Provincia si trascina una pericolosa paralisi a un mese dall'azzeramento della giunta, mentre la Camera di commercio cerca il nuovo presidente dopo la fumata nera del 22 febbraio. Nel palazzo di via Papandrea la prossima seduta del Consiglio è in programma venerdì. Ma ieri mattina l'attenzione è puntata su altro: una svastica comparsa sulla porta d'ingresso principale dell'edificio. Un segno inquietante, cancellato in tutta fretta. E perciò sfuggito alla curiosità generale.
VIA PAPANDREA I 23 consiglieri in rappresentanza delle associazioni produttive si ritrovano venerdì pomeriggio per procedere alla terza votazione. Per eleggere il presidente della Camera di commercio serve in questa fase ancora la maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti. Se la fumata fosse nera, come sembra probabile, si arriva al quarto scrutinio quando è previsto il ballottaggio dei due candidati più votati. L'elezione è valida se il candidato raggiunge le preferenze della metà più uno dei componenti, ovvero 12. Una soglia che in queste giornate di vigilia non sembra scontata. Se la maggioranza richiesta mancasse, è certo l'arrivo del commissario, nominato dalla Regione. Una possibilità neppure tanto lontana se le associazioni non dovessero mettersi d'accordo. In corsa ci sono il presidente di Confindustria, Roberto Bornioli, il leader di Confesercenti Pinuccio Meloni, e il presidente di Confcommercio Agostino Cicalò. Al ballottaggio passerebbero due nomi, ma per l'elezione è fondamentale il sostegno del terzo candidato e delle associazioni che rappresenta.
PIAZZA ITALIA L'impasse politica in Provincia rischia di allargarsi nei comuni di Nuoro e Siniscola. Ieri sera sulla vicenda, che si complica ogni giorno di più, si riunisce la segreteria provinciale del Psi, presieduta da Mario Giannasi. In esame la situazione dopo il vertice di maggioranza dell'altro giorno, convocato dai Socialisti. L'incontro fa calare il gelo tra Psi e Pd. Il Partito democratico, convinto che la crisi riguardi il solo caso Carboni e si risolva con la sostituzione dell'assessore socialista, lascia il tavolo mentre gli alleati restano a discutere, anche della vicenda Idv. Il Psi condanna l'atteggiamento del Pd che da parte sua mette fretta agli alleati e dice basta a ulteriori rinvii. La rottura è a un passo. La preoccupazione è crescente: c'è il rischio che la verifica coinvolga la giunta comunale guidata dal sindaco pd Alessandro Bianchi, coinvolto nel caso Carboni: l'assessore socialista, defenestrato due anni fa da Bianchi, attacca il sindaco fino a suscitare la dura reazione del Pd. Altro fronte a rischio è il comune di Siniscola, l'unico guidato da un sindaco socialista, cioè Rocco Celentano. ( m. o. )
