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L'unione sarda. Voleva uccidere il suocero? Test sui farmaci

OLZAI. Processo Sanzone

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Sarà il consulente nominato ieri dal gup Silvia Palmas a stabilire se i medicinali in possesso di Gianfranco Sanzone, 42 anni di Capoterra, erano gli stessi che mandarono in ospedale Gesuino Mameli, 72 anni di Olzai, padre della fidanzata Angela Maria. Sanzone, difeso dall'avvocato Teresa Camoglio, è accusato di aver cercato di uccidere il suocero per accaparrarsi di un lascito di 250 mila euro di cui sarebbe beneficiaria la famiglia Mameli.
LE ANALISI Al microscopio del perito il Laroxil e Tranquillit contenenti benzodiazepine che a detta di Sanzone lui aveva perché li acquista per la ex moglie. Le analisi dimostreranno pure se sono compatibili con lo stato di salute della signora. «Dovranno verificare se almeno uno dei due è tale da giustificare lo stato comatoso in cui cadde Gesuino Mameli», spiega l'avvocato di parte civile Oliviero Denti, «gli accertamenti in ospedale furono fatti solo su uno. Tant'è che l'antidoto che venne somministrato alla vittima non servì a farlo rinvenire». Rilievo sollevato anche dal pm Andrea Schirra. Il difensore insiste sul fatto che tali farmaci hanno un sapore amarognolo e non possono essere propinati nel vino senza che il ricevente se ne accorga. «Ma quella sera», ribatte Denti, «l'imputato rimase solo con il signor Mameli e gli preparò anche la cena. Magari il cibo riesce a mascherare l'amaro».
Il 16 aprile la sentenza. ( fr.gu. )

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