È caccia al serpente. Da novembre fino all'altro giorno ci sono stati due avvistamenti. Uno nella pineta Albano a Macomer e l'altro, più recente, in una piazzuola sulla 131, a un chilometro dall'abitato di Birori. Il sindaco di Birori ha provveduto a mettere alcuni cartelli per avvisare del pericolo. È stato allertato il Corpo forestale: le stazioni di Macomer e Bolotana hanno organizzato diverse battute in tutta la zona, coinvolgendo la compagnia barracellare di Macomer e decine di volontari. Del serpente nessuna traccia.
LE RICERCHE «Siamo intervenuti sollecitati dall'amministrazione comunale di Birori e prima ancora da quella di Macomer - spiega il comandante -. Sia a Macomer e adesso anche nella zona di Birori, il territorio è stato battuto palmo per palmo, ma del serpente neanche una piccola traccia. Abbiamo sentito anche la famiglia di Bortigali che lo avrebbe notato sulla 131, ma nessuno sa dire di che serpente si tratta. Dicono che è lungo almeno tre metri, quanto quello avvistato tre mesi fa a Macomer. Continuiamo la ricerca, coinvolgendo anche i pastori, i quali non segnalano nessuna anomalia nei loro ovili».
SCETTICISMO Il vice sindaco di Macomer Giovanni Biccai, veterinario, storce il naso. «Un serpente? Necessita di condizioni climatiche particolari e l'inverno rigido di Macomer non è l'ideale per sopravvivere. Il serpente, a maggior ragione se si tratta di un pitone, mangia topi, gatti, cani, agnelli ed altro, in grandi quantità . Non passa inosservato nelle nostre campagne». Ma c'è qualcuno che giura di averlo visto. Biccai ammette che tanti si disfano di questi animali esotici perché costa tanto allevarli. «Nelle campagne vengono trovati morti iguana, piccoli serpenti e anche un coccodrillo, che pure si adatta molto di più di un serpente al nostro clima». I forestali si appellano alla gente, affinché un eventuale nuovo avvistamento venga segnalato tempestivamente.
Francesco Oggianu
